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Editoria digitale all’”If book then”. Alla ricerca di un posizionamento corretto per gli ebook

Posted byAmministrazione, in Editoria digitale, Mobile e Tablet

Il convegno che si è tenuto questa settimana a Milano “If book then” ha presentato molti modelli interessati di uso del digitale da parte dell’editoria e di nuove modalità con le quali gli editori possono avvalersi della Rete per innovare non solo la propria distribuzione, ma anche la propria creatività e la propria produzione.

I dati mostrati sono anche particolarmente interessanti:

- il mercato USA degli ebook ha raggiunto il 22% con una fiammata natalizia trainata dalla diffusione di Kindle e iPad;

- anche in Italia il boom di e-reader (140 mila) e tablet (700 mila) fa guardare gli attuali ricavi di ebook (3,7 milioni di euro nel 2011) come un semplice trampolino di lancio verso il 6/7% del mercato previsto nel 2015;

Ciò dipenderà soprattutto dalla disponibilità dei titoli che oggi contano nel nostro Paese appena 20 mila titoli che hanno venduto mediamente 1.400 “copie” giornaliere nel 2011.

Il convegno ha anche sotto traccia affrontato la ragion d’essere dell’ebook, il suo corretto posizionamento ed infatti è su questo punto che occorre interrogarsi.

- l’ebook è un formato liquido e seriale di un’opera? Belli gli esempi di Zoom di Feltrinelli e di Bookriff;

- l’ebook è una leva di marketing messa a disposizione dell’opera cartacea come collaterale dell’Unità lo scorso autunno?

- l’ebook è una versione tel-quel del libro cartaceo? In molti casi sappiamo che questo approccio non funziona giacchè non coglie le opportunità del device ed il fatto che la versatilità di tale device – come afferma Cory Doctorow – “distrae” dalla lettura;

- l’ebook è un prodotto nativo? Gli esempi belli sono davvero pochi, ma le tecnologie di lettura digitale sono ormai eccellenti e disponibili. Al convegno sono emerse nuove forme, come Small Demons, che fanno leva sulla content curation e sulla specificità del digitale che correla forme diverse di rappresentazione del sapere in una esperienza unitaria;

- l’ebook è semplicemente un nuova leva distributiva per vendere l’opera cartacea? Google Books e Look Inside di Amazon puntano in questa direzione;

- l’ebook è una forma editoriale che allarga lo spazio degli autori verso il self-publishing e potenzialmente disintermedia gli editori a meno che questi non vi credano intensamente, come nel caso di Penguin.

Una materia ampia e, anche dopo l’entrata di Apple nell’editoria scolastica, estremamente dinamica. Tutto questo perchè i libri continuino a vibrare.

 

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