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Diamoci un tono.

Spesso quando in aula affronto l’argomento social, faccio insieme ai partecipanti un esercizio per trovare la propria voce.

La voce sostanzialmente è composta dal tono, dal carattere e dal linguaggio. Ognuno deve scegliere un aggettivo e l’insieme dà la personalità del brand.

A quel punto c’è sempre qualcuno che obietta: “Ma dipende dal social!”

Su questo non sono molto d’accordo.

Noi non siamo persone diverse sulle diverse piattaforme, siamo sempre la stessa persona, solo con obiettivi e target differenti. Non postiamo la foto in costume su LinkedIn perché li lavoriamo, ma il tono di voce con cui parliamo dell’ultima news di mercato o dei risultati dell’Inter rimane lo stesso. Se siamo simpaticoni lo saremo sempre, idem se siamo polemici, idem se siamo tecnici.

Siamo noi, solo in contesti differenti.

Ma torniamo al gioco, quando lo faccio da un Brand, spesso ai team marketing, succede che nessuno dei presenti in sala ha la stessa percezione della voce che dovrebbe avere il prodotto. Ed è un risultato molto pericoloso, perché se non si ha ben chiaro quale sarà il tono con cui parlerà il proprio Brand, come si potrà trasmetterlo all’agenzia che cura i profili? Come si potrà dare un’identità unica e riconoscibile? Il rischio è di avere profili schizofrenici dove si fa i pirla su Facebook e i romanticoni su Instagram, facendosi così condizionare dalla piattaforma e finendo per fare semplicemente quello che fanno tutti.

Altro caso, soprattutto in aule miste, è che si scelga di non scegliere. La maggior parte dei partecipanti vorrebbe per il proprio brand un tono di voce Caldo, un carattere Amichevole e un linguaggio Semplice. Tutte scelte giustissime, talmente giuste che sono fatte dal 90% dei brand. Con il naturale risultato di diventare interessanti come la vernice che asciuga.

Infine c’è sempre la frase: “Vorrei un tono come Ceres.” Che fa il paio con quelli che per un logo 20 anni fa dicevano “Vorrei qualcosa che sia riconoscibile anche senza nome, tipo quello della Nike.”

Per sciogliere ogni dubbio, Nike è riconoscibile perché ha investito fantastilioni di euro e Ceres ha quel tono perché può metterselo, perché è coerente con il prodotto, il target, il posizionamento. Se vendete Pandori (ogni riferimento a vecchie case history è puramente casuale) è molto meglio non farlo.

Oggi possiamo e dobbiamo parlare con i nostri clienti, ma come facciamo se non sappiamo che voce sentiranno?

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