Clienti

Contenuti

Contenuti >

fatti-trovare-tramite-ricerca

IL TIZIO CHE CI HA ROVINATO LA VITA ORA CI HA CHIESTO SCUSA

Articolo tratto da il Post – 10 Agosto 2017

Bill Burr è la persona a causa della quale usiamo password assurde con numeri, maiuscole e caratteri speciali: ora sappiamo che non serve a molto

 

Un uomo che si chiama Bill Burr ha detto al Wall Street Journal di essere molto dispiaciuto e di voler chiedere scusa al mondo per una cosa che ha fatto 14 anni fa. Nel 2003, quando era impiegato al National Institute of Standards and Technology, un’agenzia del governo statunitense che promuove l’innovazione e le nuove tecnologie, Burr compilò una guida di otto pagine su come avere password sicure. Tra i suoi consigli c’era creare password con caratteri insoliti, numeri, lettere minuscole e maiuscole. Il suo manuale venne adottato da quasi tutte le società online e le sue regole per creare password sicure sono diventate onnipresenti, dai servizi email agli account di homebanking. Burr e la sua guida sono insomma il motivo per cui molte delle password che usiamo tutti i giorni sono divenute impossibili da memorizzare, perché contengono caratteri complicati e inusuali come “§#£&!”.

Il problema è che per quanto possiate usare caratteri strani e imprevedibili, una password breve è sempre più facile da violare rispetto a una sequenza di lettere normali, e più facili da ricordare, ma più lunga. In altre parole: è meglio avere come password una sequenza di parole di senso compiuto e facili da ricordare per chi la conosce, piuttosto che una breve stringa di caratteri incomprensibili e difficilissimi da tenere a mente per un essere umano, ma semplici da indovinare per un computer.

Burr scrisse il suo manuale senza essere un esperto di sicurezza e senza avere una conoscenza approfondita del funzionamento delle password.

L’ultima guida sulle password pubblicata dal National Institute of Standards and Technology, il vecchio ufficio di Burr, consiglia di creare password formate da lunghe sequenze di lettere e numeri, piuttosto che gli strani ammassi di caratteri che suggeriva Burr. Oggi sappiamo che le password migliori sono quelle lunghe, e non semplicemente quelle difficili da ricordare.

Articolo completo: http://www.ilpost.it/2017/08/10/password-strane-inutili/

Share this Post!

About the Author : The Vortex