SMART WORKING

Arriva lo “smart working”, il lavoro agile. Ma con regole

Via libera dal Parlamento alla legge sul lavoro autonomo, che nel secondo capo stabilisce nuove regole anche per il cosiddetto «smart working» o «lavoro agile. Lo smart working si rivolge a professionalità qualificate di tipo impiegatizio o manageriale. Si basa su tecnologie «mobili» come tablet, laptop e smartphone. Prevede che il lavoratore svolga una parte dell’orario di lavoro fuori dall’azienda – due giorni alla settimana, tre, un pomeriggio soltanto, con qualunque motivazione – mentre il resto del tempo lavora nel modo tradizionale.

Per dare il via a questo rapporto di lavoro “smart” serve un contratto scritto tra le parti, con la possibilità unilaterale di recedere: può essere a tempo determinato o indeterminato.

ACCORDI SU LAVORO AGILE, MARCIA INDIETRO CON PREAVVISO 

L’accordo sul lavoro agile tra azienda e lavoratore, che deve essere un contratto scritto tra le parti, può essere a tempo determinato o indeterminato. Nel caso di accordo a tempo indeterminato, per fare marcia indietro rispetto alla modalità lavoro agile è richiesto un preavviso non inferiore a 30 giorni, che sale a 90 giorni nel caso in cui il recesso da parte del datore di lavoro riguardi un rapporto di lavoro agile con un lavoratore disabile. Il passaggio alla modalità `smart´ è risolvibile da entrambe le parti con preavviso.

PARITÀ TRATTAMENTO CON I COLLEGHI IN UFFICIO  

Il lavoratore ha diritto a un trattamento economico e normativo non inferiore a quello riconosciuto ai colleghi che svolgono le stesse mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda, in attuazione dei contratti collettivi.

IL DIRITTO ALLA DISCONNESSIONE  

I dipendenti potranno lavorare in parte presso i locali dell’azienda, in parte dove vorranno, ma sempre entro gli orari giornalieri e settimanali massimi. Una parte dell’accordo dovrà essere dedicata al dettagliare il “diritto alla disconnessione”: dovrà esser messo nero su bianco il tempo di riposo del lavoratore, “nonché le misure (tecniche ed organizzative) necessarie per assicurare la disconnessione del lavoratore dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro”.

SALUTE E SICUREZZA  

Il datore di lavoro consegna al lavoratore agile e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza almeno annuale, un’informativa scritta in cui sono individuati i rischi generali e specifici. Viene riconosciuto il diritto alla tutela contro gli infortuni (anche in itinere) e le malattie professionali.

 

Articolo completo: http://www.lastampa.it/2017/05/11/economia/arriva-lo-smart-working-il-lavoro-agile-ma-con-regole-M4CtGqUn6E4k8HIA6IsbyM/pagina.html

Cyber Security, il vademecum

Cyber Security report 2016, il vademecum anti-hacker per la sicurezza nazionale

 

ROMA – La quinta edizione del report redatto dai ricercatori del laboratorio di Cyber Intelligence e security della Sapienza è stato dedicato all’analisi dei rischi informatici più frequenti. Ecco la checklist di controlli essenziali.
Inventario dei dispositivi e del software. I primi quattro consigli riguardano la necessità di fare un elenco dei dispositivi e del software in uso, tenerli aggiornati e verificarne l’utilizzo quotidiano perché oggi anche i dispositivi intelligenti che abbiamo in casa e in ufficio possono ritorcersi contro di noi se infetti ed essere usati, ad esempio, per ordinare un attacco informatico a un ospedale o alle aziende.

La gestione delle reti. La voce dedicata alla governance della sicurezza mira a mitigare l’attività di spionaggio industriale, interna ed esterna all’azienda con una serie di accortezze come l’utilizzo di sistemi di autenticazione e autorizzazione informatica, il salvataggio dei dati con frequenza settimanale e le procedure di ripristino sotto la supervisione del privacy information officer previsto dalla direttiva eruopea.

Protezione da malware. Un altro oggetto della vigilanza riguarda invece la riduzione di danni e furti di dati prodotti da quei virus, i malware, che si installano nei sistemi informatici facendogli fare quello che non dovrebbero.
Gestione password e account. La prima linea di difesa informatica è sempre la password. Perciò alle voci successive invece si rimarca l’importanza di una corretta gestione di account e password che vanno cambiate spesso, aggiornate, tenute segrete e mai condivise, con una verifica costante di chi accede a che cosa.

Formazione e consapevolezza. La grande assente delle politiche di cybersecurity finora è stata l’educazione degli utenti. A tale proposito il report consiglia di dedicare grande attenzione per evitare danni come quelli del phishing, cioè i casi in cui si clicca su link e allegati che installano virus o ci portano su siti truffa che “succhiano” il contenuto dei nostri computer.

Protezione dei dati. Un suggerimento assai importante riguarda il backup, la copia di dati e informazioni per ripristinare sistemi e servizi quando si viene colpiti da certi tipi di ransomware, i software che prendono in ostaggio file e dispositivi cifrandoli e vengono sbloccati dagli stessi criminali solo dietro il pagamento di un riscatto. Se il backup è pronto spesso non c’è bisogno di pagare il riscatto per riavere dati cruciali per l’azienda.

Protezione delle reti. Un aspetto cruciale della sicurezza informatica sottolineato dai ricercatori riguarda l’adozione di firewall, strumenti hardware e software che stanno a guardia delle reti e stabiliscono quali dati sono autorizzati a transitare nelle reti aziendali bloccando quelli illeciti.

La prevenzione è importante. Non ultima, la cultura della prevenzione che parte dall’uso corretto delle licenze software e degli aggiornamenti dello stesso, le campagne di formazione e l’uso di personale qualificato per garantire la sicurezza e l’intervento immediato in caso di attacchi e danneggiamenti.

Articolo completo: http://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2017/03/03/news/italian_cybersecurity_report_2016-159686862/

 

Il Leader Politico più seguito su Instagram è Obama

Instagram: non solo divertimento e intrattenimento. Il Social sta acquistando sempre più terreno, anche in politica!

E’ di questi giorni la ricerca “World Leaders on Instagram – Full Study” pubblicata da Burson-Marsteller che rileva che il Presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, è il politico più seguito e apprezzato su Instagram. Non solo per il numero di followers ma anche per il numero di apprezzamenti ricevuti.

Per scoprire tutta la classifica e approfondire l’argomento, qui il link alla ricerca: bit.ly/1PQ2cRX