Meno chatbot, più livechat: il digital CRM nella GDO

Il CRM nel mondo della GDO oggi deve avvalersi non solo degli strumenti tradizionali, ma anche delle tecniche che la Rete offre.

Quando si ha a che fare con aspetti come l’attenzione al cliente, l’automazione deve avvenire a monte e non a valle, altrimenti corre il rischio di risultare inadeguata, considerando che i social media non sono solo un canale di customer care, ma per la permanenza, la pubblicità e la fruibilità al di fuori del contesto dei contenuti che si pubblicano, hanno una forza tale da mettere a repentaglio la reputazione di un’azienda, e non solo online. In tempi come quelli odierni, nei quali la fiducia nelle organizzazioni è una moneta così scarsa, si comunica soprattutto grazie alla soddisfazione del cliente e all’attenzione con cui questa può tradursi nella ripetizione degli acquisti e nel passaparola che ne può derivare.

Per questa ragione, il CRM nel mondo della grande distribuzione oggi deve avvalersi non solo degli strumenti tradizionali, ma anche delle tecniche che la Rete offre, sia sotto forma di ascolto, sia con tecnologie a supporto di una comunicazione al cliente che non escluda l’intervento umano, ma lo renda più efficace e puntuale. Questo si traduce in: meno chatbot, più livechat.

Il CRM può poi avvalersi dell’evoluzione del digitale anche sotto altri aspetti. Le tradizionali piattaforme hanno nel tempo saputo offrire ai grandi operatori della GDO strumenti per riconoscere un cliente attraverso una molteplicità di punti di contatto (aree dedicate in negozio, call center, bancomat, cataloghi, trasmissioni televisive) e valorizzarne la fedeltà con soluzioni promozionali personalizzate (voucher, coupon, …), così da accrescere ricavi e quota di mercato.

Tesco, la catena che nel tempo ha più investito sul proprio CRM, invia ogni tre mesi ai 10 milioni di clienti in possesso della sua Club Card offerte personalizzate grazie ad una clusterizzazione di centinaia di buyer personas. Tale strategia di CRM ha consentito di segmentare al meglio il mercato e sviluppare strategie di pricing e di management, non solo di marketing e di comunicazione.

Il CRM infatti si basa sul tacito accordo “ti chiedo attenzione e in cambio ti do valore” e non a caso Tesco sviluppa attraverso la Rete iniziative di crescente personalizzazione dei contenuti e dei servizi, come con il “Baby Club“.

L’importante è che tali dati non siano big data, ma “smart data” – raccolti per facilitarne l’analisi – e “actionable data“, utili a servirsene in data management platform (DMP) per attivare campagne di lead generation e di lead nurturing, anche in forma geolocalizzata.

Uno store digitale non è infatti necessariamente uno store con il wifi, ma un negozio che sa valorizzare l’esperienza fisica di acquisto rispetto alla navigazione di un sito e capace di sostenere la scelta con offerte real-time personalizzate e indicazioni su dove trovare altrove un prodotto non presente.

Queste sono le modalità più efficaci per contrastare un fenomeno in costante crescita come lo showrooming e qui troviamo le ragioni che portano le grandi aziende della GDO ad interessarsi sempre più ai social media: l’intento è alimentare la relazione con i clienti e sostenere lo sviluppo di modelli di business quali l’e-commerce e il social commerce.

L’articolo completo è stato pubblicato su Semrush [link].

ECONOMIA DELL’AUTOMAZIONE: AI E ROBOT PRONTI A TRASFORMARE IL LAVORO

Articolo tratto da ZeroUnoWeb – 17 Novembre 2017

Lo sviluppo dei robot fisici e del software di automazione rende necessaria, secondo la società di analisi di mercato Forrester, l’attivazione di strategie di change management per arginare gli inevitabili cambiamenti della forza lavoro nelle imprese

 

Nell’era digitale le occupazioni tradizionali e le strategie di approccio ai clienti usate dalle imprese stanno mutando nel profondo. Merito delle tecnologie d’automazione in molte attività: tra queste la società di ricerche Forrester individua soprattutto robot fisici, software e intelligenza artificiale (AI), e soluzioni di self-service per i clienti. Questi trend impongono ai professionisti I&O (infrastructure and operations), del business e delle risorse umane (HR) l’elaborazione di strategie di gestione del cambiamento a lungo termine: nei prossimi cinque, dieci anni, occorrerà vincere la sfida d’implementare e amministrare una forza lavoro mista, fatta di esseri umani e macchine che lavorano assieme.

 

Automi più flessibili, grazie all’Intelligenza Artificiale

 

Che grandi aziende ‘high tech’ come Google, o il motore di ricerca cinese Baidu, abbiano già annunciato la ‘transizione dei propri sforzi d’innovazione, da strategie ‘mobile first’ verso iniziative ‘AI first’, rende palese quanto l’intelligenza artificiale sia cruciale nella nuova onda d’automazione del lavoro all’interno delle imprese. Dall’altra parte però ci sono i robot: quelli di nuova generazione beneficeranno sempre più degli avanzamenti nella tecnologia AI, nell’IoT (Internet of Things) e nei tool analitici. Oltre a diversificarsi in sempre più variegate tipologie e forme, i robot diventano anche sempre più flessibili, e capaci di passare da ambienti altamente strutturati, come la tipica costruzione di veicoli in fabbrica, verso ambienti semi-strutturati o destrutturati, dove riescono a collaborare con l’uomo (cobot) in maniera più naturale, grazie a interfacce HMI (human-machine interface) conversazionali (chatbot) che utilizzano voce, immagini o testo per comunicare.

 

Robot ancora ‘acerbi’

 

Parlare, osservare, trasportare cose: per i robot è ancora difficile farlo in modo naturale. In una fase ancora embrionale di sviluppo nel mercato, Forrester colloca quattro tecnologie, utilizzate in ambiti particolarmente ardui da automatizzare:

 

  • Customer service robot. Assistere in automatico clienti, fornendo informazioni, rispondendo a domande su prodotti, o eseguendo pagamenti, sono capacità da migliorare, ma con il potenziale d’influire sull’occupazione a medio termine.
  • Delivery robot. Servono al trasporto e consegna di beni in modo autonomo o semi-autonomo e, dopo varie sperimentazioni, sono considerati soluzioni promettenti nella trasformazione dello scenario occupazionale del settore.
  • Executable AI. Tale categoria include tecnologia AI che esegue in automatico attività, come la generazione di linguaggio naturale a partire da parametri preimpostati, senza intervento umano; ma c’è anche la tecnologia M2M (machine-to-machine) in cui i sistemi agiscono sulla base di input provenienti dagli asset fisici o dal personale.
  • Inspection and surveillance robot. Questi dispositivi usano immagini, video, sensori termici, audio e altri tecnologie per ispezionare o sorvegliare luoghi o cose. Anche tali tecnologie promettono di ridisegnare il quadro occupazionale, specie quando abbinate a visione computerizzata, biometria e altre tecnologie AI.

 

Sistemi AI già oltre la fase prototipale

 

Un altro gruppo comprende cinque tecnologie d’automazione che Forrester ritiene abbiano raggiunto un livello di maturazione tale da non essere più considerabili semplici prototipi.

 

  • Artificially intelligent solutions. Sono soluzioni AI complete, che sfruttano combinazioni di sensori, tecnologie cognitive e/o ‘executable AI’ per risolvere problemi complessi.
  • Cognitive AI. Queste tecniche usano il machine learning e/o il deep learning (campo di ricerca dell’apprendimento automatico e dell’intelligenza artificiale che si basa su diversi livelli di rappresentazione) per simulare il pensiero umano, e sono ampiamente usate per generare raccomandazioni sui prodotti per i clienti, e aggiungere facoltà di apprendimento alle app che, nel tempo, ne migliorano il livello di personalizzazione per l’utente.
  • Retail and warehouse robot. In magazzino, queste macchine sanno ormai svolgere in ampia autonomia compiti di monitoraggio, prelievo, rifornimento, impacchettamento della merce.
  • Sensory AI. I sistemi di analisi di foto e video, riconoscimento facciale, analisi del parlato e del testo completano la tecnologia AI, e sono un sottoinsieme chiave dei tool di AI per automatizzare i compiti del lavoro umano.
  • Virtual assistants. Gli assistenti personali, conoscendo l’utente e i dati associati, ne interpretano le necessità, con la possibilità di prendere alcune decisioni. Esempi nel mercato di massa possono essere Alexa di Amazon, o Cortana di Microsoft, ma nel mondo business tali assistenti virtuali possono ricoprire taluni ruoli negli ambienti di call center.

 

Sistemi d’automazione maturi

 

Tre categorie di tecnologie d’automazione sono considerate mature ma potenziabili, grazie all’apporto delle più recenti tecnologie.

 

  • Customer self-service-solutions. Nei chioschi digitali, sistemi di digital signage, self-checkout ed altri dispositivi di servizio per i clienti, la ‘user experience’ può oggi essere migliorata, grazie a più sofisticati touchscreen, processori, sensori, e a una migliore connettività.
  • Industrial robot. Come accennato, i tradizionali robot usati nelle fabbriche, in agricoltura, nelle costruzioni, possono oggi beneficiare degli avanzamenti nella IoT e nella AI, estendendo la loro diffusione oltre i classici ambienti strutturati.
  • Robotic process automation (RPA). La RPA è la tecnologia che automatizza i processi e flussi di lavoro dei compiti amministrativi usando i bot software. La crescente introduzione di AI in queste soluzioni creerà RPA sempre più intelligenti.

 

Articolo completo: https://www.zerounoweb.it/analytics/cognitive-computing/economia-dellautomazione-ai-e-robot-pronti-a-trasformare-il-lavoro/

VERDE, LUMINOSO E ACCOGLIENTE, BENVENUTI NELL’UFFICIO DEL FUTURO

Articolo tratto da Huffpost – 30 maggio 2017

Intere giornate ancorati alla scrivania saranno solo un brutto ricordo

 

 

Un lavoro edificante

 

Gli ambienti all’interno dei quali andiamo a lavorare esercitano un notevole impatto sulla qualità del lavoro che svolgiamo. Una ricerca realizzata ad Harvard ha scoperto che gli uffici dotati di un migliore sistema di ventilazione, di un’illuminazione più naturale e di temperature medie incrementano performance e livello di produttività dei dipendenti, oltre ad aiutarli a dormire meglio quando poi rientrano a casa.

Tutti fattori che vanno anche a incrociare le tematiche ambientali, tanto che l’ufficio del futuro finirà probabilmente per dare la priorità a queste caratteristiche. Possiamo anche lasciarci alle spalle l’idea di ritrovarci ancorati a una scrivania collocata in un determinato luogo. Al contrario i lavoratori verranno incoraggiati a traslocare di volta in volta da una scrivania all’altra, e a farne uso solo quando strettamente necessario.

Colossi della Silicon Valley quali Google e Facebook hanno già adottato questo approccio, per cui gli uffici vengono organizzati in maniera tale da stimolare incontri fortuiti — li chiamano ‘bump’ — nel corso dei quali confrontare nuove idee e strategie.

 

La foresta in ufficio

 

Questo ‘nomadismo’ verrà probabilmente accompagnato da una più nitida consapevolezza di ciò che accade fra le mura dell’ufficio. Le app dei cellulari, il cloud computing e la tecnologia indossabile ci indicheranno quali siano le aree più rumorose e quelle più tranquille, quali riunioni siano in corso e dove, chi c’è e chi non c’è in ufficio. Così che il giorno in cui avrai bisogno di un po’ di tranquillità per concentrarti, saprai subito dove andare — e lo stesso quando invece vorrai immergerti nel flusso del lavoro dei tuoi colleghi, o quando sarai alla ricerca di qualcuno con cui poterti confrontare.

Ovunque ti collocherai all’interno di un ufficio scoprirai un ambiente sempre più rigoglioso, letteralmente, dato che le ricerche dimostrano che in presenza anche solo di qualche piantina sparsa qui e lì gli impiegati risultano più produttivi.

 

Un approccio illuminato

 

Il solare andrà a svolgere un ruolo fondamentale negli uffici del futuro, alimentando gli edifici e redistribuendo l’energia al quartiere nell’ambito delle infrastrutture della ‘smart city’. Lo si può già osservare all’interno di edifici come il “The Edge” di Amsterdam, dove si è perfino riusciti a convincere l’università vicina a installare ulteriori pannelli solari sul tetto in cambio dell’uso gratuito alla corrente elettrica in eccesso.

Ma la luce del sole verrà adoperata anche in altri modi. L’ecoLogic Studio ha ideato un’architettura che definisce ‘biodigitale’ e fa uso di ‘bioreattori’, pannelli contenenti alghe che crescono in proporzione alla quantità di luce a cui vengono sottoposti.

Un altro sviluppo al quale assisteremo negli uffici del futuro è quello dei soffitti e degli atrii inclinati, per convogliare l’acqua piovana all’interno di serbatoi. L’acqua raccolta entra successivamente in circolo nell’impianto idraulico per poi esser riutilizzata, ad esempio, dagli scarichi dei bagni.

 

L’avatar d’ufficio

 

Parlando di hi-tech digitale l’ufficio del futuro finirà per diventare uno spazio sempre più virtuale. I giovani che intraprendono le proprie carriere oggi sono nativi digitali che hanno trascorso gran parte delle proprie vite in compagnia di uno smartphone, quindi per loro l’uso delle app risulta già naturale.

Il suddetto The Edge è già oggi dotato di app in grado di modificare la temperatura ambientale, prenotare sale riunioni, aprire armadietti.

L’Internet delle cose e la stampa tridimensionale ci consegneranno un futuro mutaforma nel quale sedie e scrivanie si potranno conformare alle proprie specifiche necessità. Lo stesso discorso vale per i display olografici da tavolo, che saranno pure oggetti d’uso comune nei film di fantascienza, ma in realtà risultano terribilmente ardui da realizzare. Si assiste già, invece, a innovazioni come quelle del Jenkins Steel robot, adoperato da First Light PR, in grado di fungere da avatar per chi, in un determinato momento, non è presente in ufficio. L’assente sarà infatti in grado di controllarlo a distanza, e di farlo spostare all’interno dell’ambiente di lavoro di modo da poter interagire coi colleghi anche a centinaia di chilometri di distanza.

A risultare piuttosto comune all’interno degli uffici, nel futuro prossimo, sarà poi la capacità di proiettare immagini su qualsiasi superficie, adoperando un apparecchio qualsiasi. Strumenti minuscoli, delle dimensioni di un orologio, sono già oggi in grado di andare a proiettare immagini più grandi sui muri e sugli schermi, e con lo sviluppo dell’OLED e delle nanotecnologie stiamo già muovendo i primi passi all’interno di questo mondo — il computer del futuro potrebbe limitarsi a proiettare uno schermo e una tastiera su qualsiasi superficie risulti utile.

Ecco perché in ufficio il futuro sarà sempre più luminoso, verde e accogliente: sarà quel genere d’ambiente che ti farà venir voglia d’alzarti dal letto al mattino. Altrimenti basterà impugnare il telecomando sul comodino, e attivare il proprio avatar d’ufficio.

 

Articolo completo: http://www.huffingtonpost.it/2017/05/30/verde-luminoso-e-accogliente-benvenuti-nellufficio-del-futuro_a_22109066/

UN NUOVO PROTAGONISTA DEI SERVIZI CONDIVISI: L’RPA

Articolo tratto da Oracle

I servizi condivisi sono pronti per un nuovo look

 

Sono stati fatti dei significativi passi in avanti nel corso degli anni grazie ai quali molti processi semplici sono stati centralizzati o esternalizzati, ma il tempo e il denaro richiesto per l’esecuzione di queste operations continua a schiacciare i profitti dell’azienda.

 

I robot lasciano il segno

 

In che modo l’automazione robotica dei processi sta ridisegnando i servizi condivisi?

La chiave per ridurre i costi dei servizi condivisi è snellire e rendere più efficienti i processi amministrativi: il campo di prova ideale per l’automazione.

Utilizzare l’automazione robotica dei processi (Robotic Process Automation, RPA). L’RPA sta assumendo un ruolo sempre più importante nei servizi condivisi perché permette alle aziende di sistematizzare le attività semplici e ripetibili. Questo non significa che i lavoratori addetti ai servizi condivisi verranno sostituiti dai robot meccanici come avviene nella produzione. I robot virtuali (robot software) programmati per imitare il numero di tasti utilizzato dai dipendenti effettueranno i lavori di ufficio e li completeranno più rapidamente e accuratamente a un costo inferiore.

“I robot virtuali (robot software) programmati per imitare il numero di tasti utilizzato dai dipendenti effettueranno i lavori di ufficio e li completeranno più rapidamente e accuratamente a un costo inferiore.”

Per molte aziende, la capacità di svecchiare i propri sistemi e di aumentare al tempo stesso il grado di efficienza rappresenta un elemento di grande attrattiva e l’RPA è particolarmente adatto a questo compito. Inoltre, più transazioni l’azienda riesce ad automatizzare, maggiore sarà il risparmio: per questo motivo l’applicazione dell’RPA rappresenta un valore importante.

 

Tieni le luci accese… per adesso

 

In che modo l’automazione robotica dei processi sta ridisegnando i servizi condivisi?

Da anni le aziende sono alla ricerca dell’automazione totale per le attività di routine e l’avvento della AI, dei chatbot e di altre forme di automazione sta portando alla realizzazione di questo sogno.

Detto ciò, un vero approccio automatizzato è ancora lontano. Se da una parte alcuni fornitori specializzati utilizzano con successo l’RPA, dall’altra la maggior parte delle aziende deve fare i conti con un insieme disorganizzato di processi e dati in cui ogni dipartimento gestisce le attività più semplici in modi completamente diversi.

I business case più interessanti avverranno quando l’RPA svilupperà funzionalità di machine learning. A quel punto la funzione dei servizi condivisi diverrà un meccanismo di auto-miglioramento che analizzerà costantemente i processi, fornendo consigli sul loro miglioramento in tempo reale.

 “L’RPA mostrerà il suo vero potenziale quando influenzerà il processo decisionale umano per il bene dell’azienda.”

In altre parole, l’RPA mostrerà il suo vero potenziale quando influenzerà il processo decisionale umano per il bene dell’azienda.

 

Il nuovo look del back-office

 

In che modo l’automazione robotica dei processi sta ridisegnando i servizi condivisi?

L’automazione e la AI permetteranno alle aziende di ridurre i costi dei servizi condivisi e alle HR e ai team finance di concentrarsi su attività che offrono un maggior valore aggiunto come la partnership tra aziende.

 

È importante notare in che modo l’RPA influirà sulle competenze degli impiegati dei servizi condivisi. Alcune aziende potrebbero decidere di internalizzare le attività di alto livello mentre altre potrebbero investire nell’ampliare le competenze tecnologiche dei dipendenti dei centri più lontani. In entrambi i casi, il back office subirà certamente una trasformazione.

 

 

Articolo completo: https://www.oracle.com/it/applications/erp/features/shared-services-automation.html

ROBOTIC PROCESS AUTOMATION: ARRIVANO I SOFTWARE INTELLIGENTI PER L’AUTOMAZIONE DEL BACK OFFICE

Articolo tratto da Digital4biz – 2 Agosto 2016

Si diffondono, a partire dal mondo Finance, i “software robot”, sistemi che fanno uso di tecnologie innovative per sostituirsi all’uomo nelle incombenze ripetitive dei processi amministrativi, quali l’inserimento di dati o i controlli. Ecco i vantaggi e gli aspetti da considerare per una corretta implementazione

 

L’automazione dei processi si annuncia come la nuova rivoluzione informatica dei prossimi anni e una soluzione per l’efficientamento delle strutture organizzative. Il settore finanziario ad esempio vede il costo del back office rappresentare una quota importante delle proprie spese operative. Per le banche, la diminuzione dei ricavi derivati dal basso livello dei tassi e l’onere determinato dai crediti in sofferenza comportano la necessità di diminuire in modo significativo i costi. Per questo, i progetti di automazione dei processi hanno un’alta importanza e urgenza.

A fronte di tale situazione, le nuove tecnologie di RPA (Robotic Process Automation), che hanno lo scopo di automatizzare in modo profondo i processi di back officestanno suscitando grande successo, tanto che si prevede che il mercato di questo tipo di prodotti produca una crescita anno su anno maggiore del 60% almeno fino al 2020.

Si tratta di software che opportunamente configurati permettono di emulare le attività di una risorsa umana e interagire con le applicazioni in essere.

La RPA deve il suo successo principalmente al costo di esercizio molto basso, che è anche di molto inferiore al costo dei servizi di back office in offshoring: il costo di un robot è 1/9 del costo di una normale risorsa “in house” e 1/3 di una risorsa off shore.

Altri vantaggi sono:

 

·       una riduzione a doppia cifra del tasso di errori nei processi di back office;

·       un’estrema velocizzazione della velocità dei processi: un robot è 15 volte più veloce di un essere umano;

·       il pieno controllo del processo e la sua completa “auditabilità”: in ogni momento si può verificare cosa stanno eseguendo i bots tramite un sistema di log dei task di processo eseguiti e delle anomalie riscontrate;

 

 

Queste caratteristiche rendono la RPA il principale strumento per risolvere quegli interventi di efficientamento urgenti che i normali progetti di automazione non riescono a soddisfare.

Il campo di applicazione della RPA è molto vasto e non solo confinato ai soli processi di back office, specie se si combinano le funzionalità della robotica con la nuova tecnologia dei sistemi “Cognitive” permettendo di estendere l’automazione a processi e task ben più complessi di quelli relativi alle attività ripetitive basate su regole e procedure predefinite come quelle di back office.

 

Una corretta implementazione

 

Poiché la RPA è sicuramente un prodotto molto potente, anche se programmabile in modo semplice, è necessario considerare sia i protocolli dell’ingegneria del software (previsione e gestione degli errori, aspetti di sicurezza e accesso ai dati, le problematiche di business continuity / disaster recovery ecc .), che temi più specifici di impostazione organizzativa come la revisione dei processi in ottica lean, il bilanciamento dei carichi di lavoro, la riduzione delle attività di verifica e approvazione.

Quest’ultimo punto è certamente molto importante per fare in modo che gli investimenti nella RPA abbiano i ritorni attesi. A tal fine è importante gestire il progetto a 360 gradi e fare attenzione a:

·     cosa automatizzare e perché, con quali ritorni e benefici, con che priorità e tempi, come automatizzare e come allineare tali sviluppi con i nuovi trend architetturali IT che prevedono, ad esempio, l’estensivo utilizzo di tool di BPM (Business Process Management) e di ESB (Enterprise Service Bus, gli strumenti che interfacciano il sistema informativo e che espongono le business function utilizzabili dal BPM e dalla RPA);

 

·     Come sviluppare il sistema e in particolare come documentarlo al fine di garantire un’efficiente manutenzione;

·     Con quale prodotto e partner impostare e sviluppare i progetti RPA;

·     Come gestire il cambiamento organizzativo post automazione.

 

L’impatto sulla forza lavoro

 

La RPA sta avendo sulla forza lavoro impiegatizia un effetto analogo a quello avuto dal settore operario con l’introduzione delle linee di produzioni automatiche robotizzate. I back office cambieranno struttura organizzativa diminuendo in modo significativo il numero delle risorse che saranno dirottate su attività commerciali e di analisi dei dati. Nei processi riferiti ai processi amministrativi/contabili e di gestione del reporting direzionale per il governo dell’azienda le risorse potranno finalmente dedicare la maggior parte del loro tempo ai commenti ed alle analisi dei risultati aziendali piuttosto che alla mera produzione e controllo dei dati.

Da questa visione è chiaro che nel breve saranno necessari interventi di riqualificazione del personale “liberato” dalle attività di Back Office e sostituito dalla RPA e nel medio e lungo periodo sarà necessario un importante cambiamento della formazione scolastica e aziendale. Nel futuro saranno richiesti skills sempre più alti e le risorse con scarse competenze avranno sempre maggiori difficoltà nel trovare occupazione e livelli salariali appaganti ma questo è un trend ineludibile che è già iniziato decenni fa. D’altro canto, sorgeranno nuove figure professionali collegate al tema RPA, specie nelle società dei servizi professionali.

 

Se avete bisogno di una indicazione di quanto stia diventando “caldo” il settore della RPA, o Robotic Process Automation, basta considerare gli investimenti che di recente ha raccolto UiPath: trenta milioni di dollari, la somma più alta che una startup romena abbia mai raccolto.

 

Il buon andamento di UiPath  è sintomatico sia della possibilità di sviluppo dello scenario software dell’Est europeo ma anche di come l’automazione dei processi ripetitivi sia vista con favore dalle grandi ma anche dalle piccole medie imprese.

 

Articolo completo: https://www.digital4.biz/executive/approfondimenti/robotic-process-automation-arrivano-i-software-intelligenti-per-l-automazione-dei-processi-di-back_43672158757.htm

 

Approfondimento su UiPath: https://www.01net.it/robot-process-automation-uipath/