Con e-commerce si intende commercio elettronico.

10 cose da fare prima di sviluppare un sito eCommerce

  • Prima di lanciare un progetto eCommerce bisogna andare incontro a delle sfide di governance e tecnologiche che questa idea implica. Ecco quali.

 

Il Novecento è definito da alcuni “il secolo breve” perché è iniziato davvero forse solo con la Prima Guerra mondiale: chissà se è corretto sostenere che anche il nostro secolo si potrà considerare iniziato solo con la pandemia.

Eppure, se difficilmente si può parlare di tale evento come un’opportunità per la trasformazione digitale delle imprese, nondimeno ciò che stiamo vivendo rappresenta il banco di prova di fronte al quale molte sono le scelte che le imprese debbono affrontare con consapevolezza ed organizzazione.

Fra queste, vi è indubbiamente la decisione di lanciare un progetto eCommerce con le sfide di governance e tecnologiche che questa idea implica. Se in questa rubrica abbiamo, nel corso degli anni, affrontato molti di questi aspetti, ce ne solo alcuni che merita ricordare proprio nel 2021:

  • L’eCommerce cambia l’azienda “dall’interno”: chi gestisce il customer care, chi si occupa di relazione con la rete commerciale, chi affronta gli aspetti di marketing e comunicazione, tutti debbono essere preventivamente coinvolti perché, come dice Jeff Bezos, “non sono le buone intenzioni a funzionare, ma i processi”;
  • La definizione delle buyer personas e l’architettura delle informazioni precedono le scelte di web design ed ecco perché debbono essere affrontate in sede di brief e di decisione in merito all’agenzia web a cui ci si affiderà;
  • molto importante è chiedersi quale sia la strategia commerciale adottata sul sito eCommerce e quale pricing verrà scelto in relazione con i canali di vendita offline;

 

Leggi di più … http://bit.ly/3qDcTRp

L’arredamento e il design: le due rising star del digital export

Anche l’oggetto più semplice delle nostre case, come una matita, è un mistero: nessuno di noi saprebbe produrlo da solo. Quante persone sono necessarie infatti per abbattere un albero e ridurlo in asticelle, essiccarle e tinteggiarle e quante per produrre la grafite, per sagomare il metallo, per predisporre la gomma? E se il maggior tempo che abbiamo trascorso quest’anno nelle nostre case ha avuto il pregio di farci apprezzare i luoghi in cui abitiamo o, al contrario, invitarci a rinnovare divani e complementi d’arredo, il commercio elettronico ha rappresentato un canale non trascurabile per le aziende del comparto sia in Italia che all’estero.

 

Secondo il Politecnico di Milano infatti, nel 2020, l’e-commerce del settore casa e arredo è cresciuto del 30% per un valore di 2,3 miliardi di euro e, nelle vendite verso consumatori stranieri, l’home-living è giunto a rappresentare l’8% del totale.

Da ViaDurini a KodiceBagno, da Diotti.com ad Arredatutto.com, sono molte le aziende italiane attive con un sito e-commerce anche per acquirenti stranieri, talvolta – come nel caso di Berto Salotti – in combinazione con la possibilità di recarsi in uno showroom per provare il prodotto.

 

Il sito per un’attività di e-commerce, si sa, però è solo la punta dell’iceberg: la gestione della logistica, la componente legale ed amministrativa, il customer care sono aspetti non solo non trascurabili, ma centrali nella soddisfazione del cliente e quindi nella solidità e nella scalabilità del progetto. Lo sviluppo di un e-commerce proprietario richiede dunque aver superato con successo alcune sfide:

– il conflitto di canale che in molti casi impedisce di lanciare un’attività di vendita online per il timore che questa confligga con la distribuzione tradizionale. Il modello omni-canale non è meno complesso ed è tipicamente applicato da soggetti che hanno negozi di proprietà (è il caso della svedese Ikea);
– la trasformazione del modello di business, da business-to-business a business-to-consumer, con le relative complessità legate al fullfillment (spedizioni unitarie, gestione dei resi e dei guasti, customer care in lingua rivolto all’acquirente finale, attivazione di metodi di pagamento tipiche del mondo consumer, …);
– l’implementazione di soluzioni tecnologiche adeguate a gestire il negozio online allineandolo con i processi di approvvigionamento dei beni e di esecuzione degli ordini;
– la possibilità di portare il sito effettivamente a contatto con il proprio pubblico di riferimento grazie ad una adeguata allocazione di budget di comunicazione e grazie all’uso delle tecniche di marketing digitale.

Questi ultimi passaggi, benchè esternalizzati ad un full service provider, richiedono in ogni caso capacità di regia e di verifica da parte delle imprese.

 

Leggi di più … http://bit.ly/3iAHEUn

eCommerce, perché è importante monitorare il traffico delle vendite

  • Un aspetto da non trascurare nell’eCommerce è l’attivazione di funzionalità che consentano non solo il monitoraggio del traffico, ma il tracciamento delle vendite e del funnel grazie alla parallela implementazione del codice di tracciamento eCommerce di Google Analytics.

 

In tempi – come quelli che stiamo vivendo – di rincorsa alla creazione di siti eCommerce, un aspetto da non trascurare è l’attivazione di funzionalità che consentano non solo il monitoraggio del traffico, come nel caso di Google Analytics, ma il tracciamento delle vendite e del funnel grazie alla parallela implementazione del codice di tracciamento eCommerce di Google Analytics.

Di più difficile configurazione, giacchè deve integrarsi con il software eCommerce, si rivela però utile per molteplici funzione la cui responsabilità è in capo all’eCommerce manager:

  • permettere, con il Comportamento d’acquisto, di conoscere la percentuale di sessioni che si traducono nella visualizzazione di una scheda prodotto. Sorprenderà infatti vedere quante non lo facciano e inviterà a migliorare l’homepage, la ricerca interna al sito, la gestione dei box promozionali, l’inserimento di link nei contenuti editoriali e lo sviluppo di formati di “shoppable content”;
  • sempre con lo stesso Rapporto, valutare il tasso di abbandono dei diversi passaggi del funnel così da intervenire sull’ottimizzazione della user experience, dell’allargamento dei metodi di pagamento e spedizione e su forme di retargeting pubblicitario o remarketing grazie a mail automatizzate;

 

Leggi di più … http://bit.ly/3qGaoO7

Quanto sta cambiando l’export con il digitale?

In queste settimane si sta tenendo la tradizionale fiera del tartufo ad Alba, negli anni passati un fragrante incontro di sapori per le vie della città ed un’occasione per visitare le colline delle Langhe immerse nel foliage autunnale.

Il grande lavoro di organizzazione di quest’anno per rendere possibile la manifestazione secondo i protocolli di sicurezza Covid ha incluso l’invio, a chi ha scelto una opzione “digitale”, della degustazione per posta e la successiva connessione online per viverne l’esperienza anche sul piano narrativo.

La cancellazione di buona parte delle fiere, la difficoltà a viaggiare e l’incertezza dell’economia sta radicalmente cambiando il lavoro di buyer ed export manager, accelerando una tendenza ad un uso progressivo del digitale in tutte le fasi del processo di internazionalizzazione.

Sempre di più sarà dunque necessario:

  • considerando, nel proprio modello di business, una forma di e-commerce sia per le aziende business-to-consumer …

 

Leggi di più … https://bit.ly/3jGtCzj

Perchè un Amazon del Made in Italy è un’illusione

Nel corso del mese di maggio, la Francia ha dichiarato di voler realizzare una piattaforma per favorire la prenotazione online per le proprie strutture ricettive così da offrire un’alternativa nazionale a Booking, Airbnb ed Expedia, di nazionalità americana.

L’idea di competere con le grandi OTA (“Online Travel Agency”) così come le iniziative volte a creare un “Amazon del Made in Italy” sono parte di un pensiero che – a livello nazionale e locale – spesso semplifica le complessità che stanno dietro un’attività di commercio elettronico e, nel passato, in molti casi si è tradotto in errori progettuali e spreco di risorse economiche e di lavoro. Basti pensare al portale Italia.it che, ai tempi della New Economy – e quindi in un contesto non ancora maturo come quello attuale – ha sofferto tutte le criticità che vedremo qui di seguito.

 

Leggi di piu …. https://bit.ly/3fYp46u

L’eCommerce al tempo della trasformazione digitale: strategie, tecnologie omnicanale e CRM

Il mondo digital – e non solo – è stato scosso la scorsa settimana dalla notizia secondo la quale Zara intenderebbe chiudere 1.200 negozi nel mondo (aprendone però altri 450) e investire oltre un miliardo di dollari sulla propria piattaforma ecommerce per portare le vendite online a pesare dall’attuale 10% al 25% dei ricavi entro i prossimi tre anni.

Di certo è una notizia che colpisce non solo per i possibili riflessi sull’occupazione, ma anche per la scommessa che viene fatta da un operatore così grande circa il cambiamento dei comportamenti da parte dei consumatori.

Più le aziende intendono investire sul canale digitale ecommerce, più però occorre elaborare strategie e tecnologie omnicanale tali da non presentare soluzioni di continuità fra i diversi ambiti, ma anzi volti ad offrire vantaggi tesi a fidelizzare i clienti e sollecitare iniziative di upselling e cross-selling.

 

Leggi di più … https://bit.ly/30BB9rE

L’importanza della user experience nell’eCommerce

L’attenzione verso l’eCommerce è esploso a seguito non solo della crescita di accessi e e vendite online da parte dei grandi marketplace, ma anche dell’incertezza sulle modalità di riapertura e fruizione dei punti vendita fisici.

Sempre più eCommerce

Se sempre più accessibili sono le modalità per attivare negozi online da parte dei software a ciò dedicati (PrestashopShopify, …). rimane però la consapevolezza che un sito eCommerce ha successo nella misura in cui è competitivo sul piano commerciale, ma anche capace di offrire una user experience meritevole di fiducia e in grado di raggiungere il proprio target attraverso le diverse leve del marketing digitale.

Un passo del percorso di una strategia di eCommerce può essere dato dalla collaborazione con i siti eCommerce esistenti che hanno già maturato le risposte alle sfide reputazionali, logistiche e digital che sanciscono la differenza fra aprire un sito e vendere online.

 

Leggi di più … https://bit.ly/3hs8uvW

eCommerce, perché si parla troppo poco di eBay?

In queste settimane, come molti di voi, ho fatto acquisti online, ma mi sono preso a cuore il tranquillizzare i merchant – soprattutto librerie – di spedire ciò che avevo acquistato con comodo, quando le condizioni delle spedizioni avessero salvaguardato la loro serenità e fossero state coerenti con la loro organizzazione.

eBay: i numeri

Mi ha colpito come tutti mi abbiano risposto che ben diverse erano le aspettative di altri acquirenti, forse non consapevoli che dietro una scheda prodotto online ci sia una catena di operazioni complesse che debbono tenere conto del contesto in cui hanno luogo.

Nei miei acquisti online ho privilegiato eBay ed ancora una volta mi sono trovato a constatare quanto la piattaforma, la cui fama nel nostro Paese è stata eclissata da Amazon sia una destinazione di tutto rispetto sia per chi voglia comprare che per chi voglia vendere online.

 

Leggi di più … https://bit.ly/2D0HuVo

Ecommerce su abbonamento, analisi di un fenomeno in ascesa

Dal famoso Dollarshaveclub (il sito di lamette da barba acquisito da Unilever per un miliardo di dollari nel 2016), molta strada è stata fatta nel mondo dell’eCommerce su abbonamento e, non solo nell’ambito dei servizi.

Tale modello infatti comincia ad assumere contorni nuovi e capaci di fare leva su aspetti emozionali e non solo razionali quali la sorpresa nella ricezione periodica di un assortimento diverso e la fiducia nei confronti di professionisti a cui si affida la scelta della selezione migliore.

 

Leggi di più …. https://bit.ly/3hsHpJ5

eCommerce, le migliori tecniche di CRO (Conversion Rate Optimization)

In queste settimane le imprese con l’utilizzo dell’eCommerce stanno correndo ai ripari per adattare la propria strategia ed ovviamente anche la propria organizzazione ad una presenza online attiva ed efficace e, in qualche caso, anche attraverso l’offerta dell’acquisto online.

Covid-19 ed eCommerce

Se molte sono le soluzioni che permettono un’attivazione entry-level nel mondo dell’eCommerce – fra tutti, i software Shopify e Prestashop che mettono a disposizione una versione “as a service” – e se Google My Business e la Vetrina Facebook possono essere adeguati alla promozione dei prodotti per realtà dall’assortimento limitato, è evidente che una strategia eCommerce non può essere definita in pochi giorni o settimane: meglio affidarsi alla presenza sui marketplace generalisti o verticali.

Chi invece ha già un proprio negozio online può invece concentrarsi sull’ottimizzazione delle schede prodotto e della navigazione così da cogliere un cambiamento che perdurerà anche dopo l’allentamento del lockdown.

 

Leggi di più … https://bit.ly/2ZRb4po

La logistica, area cruciale della vendita online

Per offrire un ottimo servizio di e-commerce non basta tener presente solo gli aspetti strettamente legati alla sfera del marketing, ma soprattutto alle operations di un’attività di vendita online. Ecco quali sono.

Spesso si è ritenuto che l’e-commerce consentisse di vendere comodamente da casa in tutto il mondo e certamente lo sviluppo dei marketplace ha ulteriormente reso possibile l’attivazione di iniziative test per sondare il canale e i mercati da approcciare.

Occorre però sempre tenere presente alcuni aspetti non strettamente legati alla sfera del marketing perché sappiamo che i feedback su un merchant attengono soprattutto alle operations di un’attività di vendita online.

Leggi di più ….  https://bit.ly/3huXJJe

Come vendere online con Amazon?

“Vendor”, “Merchant” e “Fullfilled by Amazon”, ecco le opzioni che hanno a disposizione le aziende per vendere con il collosso americano.

L’acquisizione della catena di prodotti alimentari biologici Whole Foods da parte di Amazon è solo l’ultimo segnale che mostra come la parola “Ecommerce” – nata in contrapposizione con il retail tradizionale – debba essere ridefinita. Man mano che le generazioni passano e vivono senza soluzione di continuità il confine fra online e offline – anche i protagonisti della Rete adottano strategie omnicanale così da favorire la shopping experience e l’esercizio del diritto di recesso: Amazon e del resto anche i grandi eCommerce cinesi fanno leva sulla liquidità generata dal loro business per accrescere la fiducia legata ai loro brand e rafforzare la loro quota di mercato.

Questi operatori non sono però solo retailer, ma anche e soprattutto marketplace ed è interessante notare come la scelta di consentire alle aziende di avvalersi della loro infrastruttura per vendere ai consumatori finali sia stato il fattore di svolta della loro crescita grazie a un assortimento più ampio e a una capacità maggiore di attivare economie di scala.

Leggi di più … https://bit.ly/3hsSJEV