Con e-commerce si intende commercio elettronico.

Perchè un Amazon del Made in Italy è un’illusione

Nel corso del mese di maggio, la Francia ha dichiarato di voler realizzare una piattaforma per favorire la prenotazione online per le proprie strutture ricettive così da offrire un’alternativa nazionale a Booking, Airbnb ed Expedia, di nazionalità americana.

L’idea di competere con le grandi OTA (“Online Travel Agency”) così come le iniziative volte a creare un “Amazon del Made in Italy” sono parte di un pensiero che – a livello nazionale e locale – spesso semplifica le complessità che stanno dietro un’attività di commercio elettronico e, nel passato, in molti casi si è tradotto in errori progettuali e spreco di risorse economiche e di lavoro. Basti pensare al portale Italia.it che, ai tempi della New Economy – e quindi in un contesto non ancora maturo come quello attuale – ha sofferto tutte le criticità che vedremo qui di seguito.

 

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L’eCommerce al tempo della trasformazione digitale: strategie, tecnologie omnicanale e CRM

Il mondo digital – e non solo – è stato scosso la scorsa settimana dalla notizia secondo la quale Zara intenderebbe chiudere 1.200 negozi nel mondo (aprendone però altri 450) e investire oltre un miliardo di dollari sulla propria piattaforma ecommerce per portare le vendite online a pesare dall’attuale 10% al 25% dei ricavi entro i prossimi tre anni.

Di certo è una notizia che colpisce non solo per i possibili riflessi sull’occupazione, ma anche per la scommessa che viene fatta da un operatore così grande circa il cambiamento dei comportamenti da parte dei consumatori.

Più le aziende intendono investire sul canale digitale ecommerce, più però occorre elaborare strategie e tecnologie omnicanale tali da non presentare soluzioni di continuità fra i diversi ambiti, ma anzi volti ad offrire vantaggi tesi a fidelizzare i clienti e sollecitare iniziative di upselling e cross-selling.

 

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L’importanza della user experience nell’eCommerce

L’attenzione verso l’eCommerce è esploso a seguito non solo della crescita di accessi e e vendite online da parte dei grandi marketplace, ma anche dell’incertezza sulle modalità di riapertura e fruizione dei punti vendita fisici.

Sempre più eCommerce

Se sempre più accessibili sono le modalità per attivare negozi online da parte dei software a ciò dedicati (PrestashopShopify, …). rimane però la consapevolezza che un sito eCommerce ha successo nella misura in cui è competitivo sul piano commerciale, ma anche capace di offrire una user experience meritevole di fiducia e in grado di raggiungere il proprio target attraverso le diverse leve del marketing digitale.

Un passo del percorso di una strategia di eCommerce può essere dato dalla collaborazione con i siti eCommerce esistenti che hanno già maturato le risposte alle sfide reputazionali, logistiche e digital che sanciscono la differenza fra aprire un sito e vendere online.

 

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eCommerce, perché si parla troppo poco di eBay?

In queste settimane, come molti di voi, ho fatto acquisti online, ma mi sono preso a cuore il tranquillizzare i merchant – soprattutto librerie – di spedire ciò che avevo acquistato con comodo, quando le condizioni delle spedizioni avessero salvaguardato la loro serenità e fossero state coerenti con la loro organizzazione.

eBay: i numeri

Mi ha colpito come tutti mi abbiano risposto che ben diverse erano le aspettative di altri acquirenti, forse non consapevoli che dietro una scheda prodotto online ci sia una catena di operazioni complesse che debbono tenere conto del contesto in cui hanno luogo.

Nei miei acquisti online ho privilegiato eBay ed ancora una volta mi sono trovato a constatare quanto la piattaforma, la cui fama nel nostro Paese è stata eclissata da Amazon sia una destinazione di tutto rispetto sia per chi voglia comprare che per chi voglia vendere online.

 

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Ecommerce su abbonamento, analisi di un fenomeno in ascesa

Dal famoso Dollarshaveclub (il sito di lamette da barba acquisito da Unilever per un miliardo di dollari nel 2016), molta strada è stata fatta nel mondo dell’eCommerce su abbonamento e, non solo nell’ambito dei servizi.

Tale modello infatti comincia ad assumere contorni nuovi e capaci di fare leva su aspetti emozionali e non solo razionali quali la sorpresa nella ricezione periodica di un assortimento diverso e la fiducia nei confronti di professionisti a cui si affida la scelta della selezione migliore.

 

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eCommerce, le migliori tecniche di CRO (Conversion Rate Optimization)

In queste settimane le imprese con l’utilizzo dell’eCommerce stanno correndo ai ripari per adattare la propria strategia ed ovviamente anche la propria organizzazione ad una presenza online attiva ed efficace e, in qualche caso, anche attraverso l’offerta dell’acquisto online.

Covid-19 ed eCommerce

Se molte sono le soluzioni che permettono un’attivazione entry-level nel mondo dell’eCommerce – fra tutti, i software Shopify e Prestashop che mettono a disposizione una versione “as a service” – e se Google My Business e la Vetrina Facebook possono essere adeguati alla promozione dei prodotti per realtà dall’assortimento limitato, è evidente che una strategia eCommerce non può essere definita in pochi giorni o settimane: meglio affidarsi alla presenza sui marketplace generalisti o verticali.

Chi invece ha già un proprio negozio online può invece concentrarsi sull’ottimizzazione delle schede prodotto e della navigazione così da cogliere un cambiamento che perdurerà anche dopo l’allentamento del lockdown.

 

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La logistica, area cruciale della vendita online

Per offrire un ottimo servizio di e-commerce non basta tener presente solo gli aspetti strettamente legati alla sfera del marketing, ma soprattutto alle operations di un’attività di vendita online. Ecco quali sono.

Spesso si è ritenuto che l’e-commerce consentisse di vendere comodamente da casa in tutto il mondo e certamente lo sviluppo dei marketplace ha ulteriormente reso possibile l’attivazione di iniziative test per sondare il canale e i mercati da approcciare.

Occorre però sempre tenere presente alcuni aspetti non strettamente legati alla sfera del marketing perché sappiamo che i feedback su un merchant attengono soprattutto alle operations di un’attività di vendita online.

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Come vendere online con Amazon?

“Vendor”, “Merchant” e “Fullfilled by Amazon”, ecco le opzioni che hanno a disposizione le aziende per vendere con il collosso americano.

L’acquisizione della catena di prodotti alimentari biologici Whole Foods da parte di Amazon è solo l’ultimo segnale che mostra come la parola “Ecommerce” – nata in contrapposizione con il retail tradizionale – debba essere ridefinita. Man mano che le generazioni passano e vivono senza soluzione di continuità il confine fra online e offline – anche i protagonisti della Rete adottano strategie omnicanale così da favorire la shopping experience e l’esercizio del diritto di recesso: Amazon e del resto anche i grandi eCommerce cinesi fanno leva sulla liquidità generata dal loro business per accrescere la fiducia legata ai loro brand e rafforzare la loro quota di mercato.

Questi operatori non sono però solo retailer, ma anche e soprattutto marketplace ed è interessante notare come la scelta di consentire alle aziende di avvalersi della loro infrastruttura per vendere ai consumatori finali sia stato il fattore di svolta della loro crescita grazie a un assortimento più ampio e a una capacità maggiore di attivare economie di scala.

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Chi e cosa fa il digital export manager

’Italia è un Paese con forte vocazione all’ internazionalizzazione ed occorre essere consapevoli che il valore del “made in Italy” dovrebbe essere esteso alla più rappresentativa immagine del “made with Italy” grazie all’importante ruolo giocato, nelle esportazioni, dai macchinari e dai beni strumentali.

In questa prospettiva, il contributo che il digitale può dare è sempre più elevato a patto che non lo si appiattisca all’e-commerce che, sebbene in costante crescita (2,6 miliardi di euro, +11% rispetto al 2017 fonte Politecnico di Milano), rischia di allontanare quelle aziende che, per ragioni di mercato e prodotto, possono avvertirsene distanti e rinunciare a coglierne le ulteriori opportunità.

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“Il futuro e l’innovazione del marketing B2B” ANES Conference 2019

ANES: ECCELLENZA DEL MONDO IMPRENDITORIALE ED UNIVERSITARIO
ALLA PRIMA B2B MARKETING CONFERENCE

Resi noti i primi nomi dei docenti che guideranno le sessioni tematiche della Conference promossa da ANES

Comunicato Stampa

Nel costante working in progress che ci porterà al go live della prima B2B Marketing Conference promossa da ANES per il prossimo 13 febbraio 2019 a Milano, sono stati ufficializzati i primi nomi degli opinion leader che – nella loro qualità di esponenti di primario livello nel contesto universitario ed aziendale nazionale ed internazionale – guideranno ed animeranno la discussione sui quattro temi portanti della Conference, ovvero: smart contents per smart business, lead generation, big data e marketing del futuro.

Stiamo parlando di:

Andrea Boscaro

Fondatore della società di formazione e consulenza dedicata al marketing digitale The Vortex (www.thevortex.it) e già Amministratore Delegato di Pangora (oggi Connexity), E’ autore dei volumi “Marketing digitale per l’e-commerce”, “Fare politica digitale” e “Tecniche di web-marketing” editi da Franco Angeli (www.facciamoecommerce.it) e  formatore professionista legato ai media digitali ed agli aspetti di marketing, business e comunicazione ad essi relativi.

Carlo Alberto Carnevale Maffé

Docente di strategia presso la Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi. Ha insegnato in programmi internazionali della Graduate School of Business della Columbia University, della Stern School of Business della New York University, Wharton School, University of Pennsylvania, HEC Paris, Steinbeis University Berlin, MISB Mumbai (India) e del St Mary’s College of California.

Amministratore Indipendente del fondo di venture capital United Ventures Spa e di Società nazionali e internazionali del comparto Technology, Media and Finance, tra cui alcune quotate su London Stock Exchange – Borsa Italiana. E’ stato Consigliere direttivo di ABI-LAB (Associazione Bancaria Italiana) e membro del Comitato Scientifico della Fondazione Telecom Italia, di ANIE Confindustria e di Assodigitale. Membro dell’Editorial Board di Harvard Business Review Italy.

Collabora regolarmente a diverse testate giornalistiche e televisive nazionali e internazionali, ed è conduttore di una trasmissione di analisi economica su Radio24 del gruppo editoriale Il Sole 24 Ore ed editorialista economico per la Direzione Informazione di Mediaset.

Fabio Foglia

Docente della Talent Garden Innovation School e della Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Luigi Bocconi. si è laureato in informatica presso l’Università Degli Studi di Salerno. Successivamente ha conseguito un master presso l’Università Luigi Bocconi in Project and Information Management.

Dopo essersi occupato di consulenza (IT Governance per il settore bancario) ha fondato MarketMind Research, una società specializzata in intelligenza artificiale applicata e predictive analytics con sede a Milano di cui è partner. Oltre che dirigere MarketMind Research ricopre il ruolo di professore a contratto presso l’Università Luigi Bocconi e presso Talent Garden.

Ricordiamo che ogni tema verrà dibattuto a tre livelli:

  • un overview fornita da un opinion leader di settore;
  • una best practice presentata da un’azienda
  • un workshop volto a fare engagement sul tema

“Siamo soddisfatti ed orgogliosi dell’interesse dimostrato dal mondo aziendale e universitario verso la prima edizione della B2B Marketing Conference – commenta il Presidente di ANES, Andrea Boni – Il network di ANES, con le oltre 900 testate presenti in 28 comparti merceologici, ha potuto creare un’occasione di confronto concentrata sul mercato B2B, occasione che sino ad oggi mancava. I temi che verranno trattati sono i più rilevanti ed attuali per marketing manager, Ceo, imprenditori, direttori vendita e commerciali.”

La manifestazione gode già del supporto dei seguenti Partner e Sponsor: Doxa, MGP&Partners e Talent Garden come Partner – Alacre Digital, Clappit, Edenred, Gmde, RM media come Sponsor.

Condividi l’evento sui social: hastag #btbmktconference e segui l’evento su www.b2btheconference.com.

 

ANES – Associazione Nazionale Editoria di Settore

Nata a Milano nel 1995 è l’associazione nazionale di categoria che rappresenta in Italia l’editoria B2B, professionale e specializzata, su supporto sia cartaceo sia multimediale. Ad ANES aderiscono 150 aziende con oltre 900 testate presenti in 28 comparti merceologici, che raggiungono ogni mese più di 6 milioni di lettori.

Per ulteriori informazioni o approfondimenti:
Ufficio stampa ANES  –  MGP & Partners
Isabel Pepe – isabel.pepe@mgpcomunicazione.it – cell 347 4024821

E-COMMERCE IN ITALIA +17%

Articolo tratto da Techeconomy – 11 ottobre 2017

Prosegue lo sviluppo dell’eCommerce nel nostro Paese: il valore degli acquisti online da parte dei consumatori italiani raggiunge nel 2017 i 23,6 miliardi di euro, con un incremento del 17% rispetto al 2016. Nel 2017, gli acquisti online di Prodotti (pari a 12,2 miliardi) crescono del 28% e superano per la prima volta quelli di Servizi (+7%, 11,4 miliardi).
Il Turismo si conferma primo settore (9,2 miliardi, +7%) seguito da Informatica ed elettronica di Consumo (4 miliardi, +28%), e Abbigliamento (2,5 miliardi, +28%). Tra i settori emergenti i più importanti sono Arredamento e home living e Food&Grocery che insieme valgono quasi 1,8 miliardi di €. Gli acquisti via smartphone crescono del 65% e superano quest’anno i 5,8 miliardi di €.

“Nel 2017 l’eCommerce mondiale è stato caratterizzato da diversi fatti particolarmente significativi” afferma Alessandro Perego, Direttore Scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano “Tra questi ricordiamo le alleanze stipulate da alcuni grandi merchant eCommerce e operatori di differente natura (per sviluppare congiuntamente tecnologie o per espandersi commercialmente), l’affermazione di alcuni trend tecnologici (in primis assistenza vocale e chatbot) e la consacrazione delle principali ricorrenze eCommerce (Single Day, Black Friday e Cyber Monday). Il successo di alcune iniziative eCommerce ha messo infatti a dura prova, in mercati più maturi dell’Italia, la sopravvivenza di alcune insegne della grande distribuzione tradizionale, tra cui quelle incapaci di progettare efficaci soluzioni ibride online – offline”.

L’e-commerce B2c continua la sua corsa, ampliando di anno in anno il suo perimetro d’azione, tanto che nel 2017 in Italia supera i 23,6 miliardi di euro, con un incremento rispetto al 2016  del 17%.

 

L’EVOLUZIONE DEL  MERCATO

 

“Per la prima volta nella storia dell’eCommerce B2c in Italia, i prodotti, grazie a un ritmo di crescita quadruplo (rispettivamente +28% e +7%), raggiungono e superano i servizi (52% contro 48% a valore). Il paniere degli acquisti online si sta quindi lentamente avvicinando a quello rilevato nei principali mercati più evoluti (dove i prodotti incidono per il 70% circa)” afferma Riccardo Mangiaracina, Responsabile scientifico dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm Politecnico di Milano.

Nel 2017 gli acquisti di prodotti valgono 12,2 miliardi di euro. Il primo settore è l’Informatica ed elettronica di consumo con circa 4 miliardi di euro e un tasso di crescita del 28%. Gli acquisti nell’Abbigliamento (capi di vestiario, scarpe e accessori) crescono del 28% e raggiungono 2,5 miliardi di euro, non solo grazie al fashion ma anche al mass market.

“Il tasso di penetrazione totale degli acquisti online sul totale retail, passa dal 4,9% del 2016 al 5,7% del 2017 con i Prodotti al 4% e i Servizi al 9%, e i tassi più alti sono stati raggiunti da Informatica ed Elettronica di consumo (20%) e Turismo (30%).” Afferma Valentina Pontiggia, Direttore dell’Osservatorio eCommerce B2c Il ritardo dell’Italia rispetto ai principali mercati eCommerce permane ed è riconducibile alla ridotta penetrazione nei comparti di prodotto e specialmente nel Food&Grocery (0,5%).

 

GLI ACQUISTI DA SMARTPHONE CRESCONO IN TUTTI I SETTORI

 

Nel 2017 un terzo degli acquisti eCommerce, a valore, è concluso attraverso smartphone o tablet. L’incidenza di questi device è quintuplicata nel giro di 5 anni: nel 2013 la somma di tablet e smartphone valeva infatti solo il 6%. Ancora più significativa la crescita dello smartphone: il suo contributo è passato infatti dal 4% nel 2013 al 25% nel 2017. In valore assoluto, gli acquisti eCommerce da smartphone superano, nel 2017, i 5,8 miliardi di euro, con una crescita del +65% rispetto al 2016.
L’importanza di questo canale per il consumatore è visibile in tutti i principali comparti merceologici: il tasso di penetrazione dello smartphone sul totale eCommerce sfiora o supera il 30% nella maggior parte dei settori di prodotto (Editoria, Abbigliamento, Informatica ed elettronica, Food&Grocery) ed è pari al 15% nel Turismo e al 5% nelle Assicurazioni.

 

I WEB SHOPPER IN ITALIA, TRA ABITUALI E SPORADICI

 

Nel 2017 i web shopper italiani – ossia i consumatori che hanno effettuato almeno un acquisto online nell’anno – sono 22 milioni e crescono del 10% rispetto al 2016. Tra questi, gli acquirenti abituali – ossia i consumatori che effettuano almeno un acquisto al mese – sono 16,2 milioni e generano il 93% della domanda totale eCommerce (a valore), spendendo online in un anno, mediamente, 1.357 euro ciascuno. Gli acquirenti sporadici sono invece 5,8 milioni, generano il restante 7% della domanda eCommerce e spendono mediamente 284 euro all’anno.

 

LA CRESCITA DELL’EXPORT

 

Nel 2017 l’Export, inteso come il valore delle vendite da siti italiani a consumatori stranieri, vale 3,5 miliardi di euro e rappresenta il 16% delle vendite eCommerce totali.
I prodotti, grazie a una crescita del 19%, valgono 2,3 miliardi di euro e rappresentano il 67% delle vendite oltre-confine. La bilancia commerciale (Export – Import) nei prodotti è, a differenza dei servizi, positiva e vale 800 milioni di euro (+150 milioni di euro rispetto al 2016). L’Abbigliamento, grazie alla notorietà dei brand italiani e alle competenze digitali sviluppate da alcune Dot Com o boutique multi-brand nazionali, è responsabile del 65% dell’Export di prodotto.
L’Export online è ben più significativo se, oltre alle vendite dirette da siti italiani verso consumatori stranieri, consideriamo le vendite abilitate dagli “intermediari digitali” con ragione sociale straniera (siti delle vendite private operanti all’estero, marketplace stranieri e retailer internazionali).

 

Articolo completo: http://www.techeconomy.it/2017/10/11/ecommerce-italia/

 

 

 

Tre parole chiave per prendersi cura dei propri clienti sul web

Il web è ormai sempre di più un terreno fertile su cui far crescere l’awareness del proprio brand ma anche coltivare il business.
Insomma, su internet ormai si vende, si compra, si cercano e si trovano informazioni su prodotti e servizi ma soprattutto si costruiscono relazioni.
Relazioni tra persone, ma anche relazioni dei brand col proprio pubblico di riferimento. Relazioni virtuali, certo, ma che hanno un innegabile impatto sul commercio reale e sulla fama di un marchio.

Queste relazioni sono basate essenzialmente su un dialogo costante con i propri clienti.

Per instaurare questo tipo di scambio proficuo si deve tenere conto di tre “parole chiave” fondamentali:

  1. Attenzione: ascoltate i vostri utenti, date loro modo di esprimersi e di condividere con voi le loro opinioni sul vostro brand, sui vostri prodotti o servizi.
    Fateli sentire al centro dell’attenzione, in fondo, sono il bene più prezioso che avete, quindi è giusto dargli spazio, anche online.
  2. Cura: non lasciate niente al caso. Curate il vostro tono di voce, la celerità con cui gli rispondete, il follow up che riuscite a garantirgli in caso di problemi da risolvere.
    Anche quando progettate il vostro sito o le vostre pagine social non trascurate nessun dettaglio, fate che i vostri clienti si sentano a casa, riescano a trovare subito quello che cercano, sappiano che li ascoltate e che siete al loro servizio per garantirgli il meglio.
  3. Progettazione: l’esperienza d’uso del cliente dovrebbe essere sempre più soddisfacente possibile. Ricordate che sul web non state solo vendendo qualcosa all’utente, ma lo state invitando a casa vostra, a conoscervi, ad entrare in contatto con voi. Tutto questo è molto di più che un semplice atto di acquisto per lui. Quindi è importante studiare il customer journey e progettare un’esperienza che, attraverso tutti i touch point digitali, riesca ad offrire il meglio ai vostri clienti.

Acquisire nuovi clienti non basta se poi non si è in grado di costruire un rapporto basato sulla fiducia. Solo in questo modo trasformerete le persone che vengono in contatto con la vostra azienda in veri e propri brand ambassador.