Verso Google Analytics 4, cosa cambia con la versione precedente?

In questi mesi, a seguito dell’annuncio lo scorso ottobre e dopo l’opportuna sperimentazione e il relativo debuggig, Google Analytics 4 sta pian piano diventando una concreta opportunità per il monitoraggio delle attività di marketing digitale per le imprese e la scelta di servirsene è tanto più delicata quanto più questo strumento di web-analytics poggia su una filosofia completamente differente rispetto al tool precedente e la sua implementazione non rende possibile la continuità con i dati già raccolti.

Per questo è raccomandabile procedere verso un parallelo utilizzo delle due piattaforme grazie all’Assistente di Configurazione disponibile nel Pannello di Amministrazione di Google Analytics.

I vantaggi però sono innegabili:

  • nel caso l’azienda abbia sia un sito web che una app, Google Analytics 4 permette di monitorare entrambe le interfacce ed osservare il rispettivo utilizzo e la continuità di quest’ultimo fra i due ambienti;
  • il tracciamento è predisposto per l’anonimizzazione dell’IP e per l’abbandono dei cookie che sostituisce con i dati offerti dagli algoritmi di machine learning offrendo, in tal modo, anche indicazioni di carattere predittivo soprattutto per siti e-commerce;
  • supera il data sampling su cui è basata la versione standard di Google Analytics;
  • mentre la precedente versione, basata sulle Sessioni, richiedeva la configurazione degli Obiettivi e degli Eventi attraverso un apposito javascript, Google Analytics 4,

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Perché è importante non sottovalutare lo strapotere di Google

La scorsa settimana ha fatto scalpore la sanzione da 100 milioni di euro che l’Antitrust ha comminato a Google per la mancata accettazione su Android della app di EnelX Juicepass, volta a consentire la localizzazione sulle Mappe delle colonnine di ricarica delle auto elettriche: controversie simili, fra app e piattaforme, si dibattono fra Apple, Spotify e Facebook.

Se la questione è interessante sul piano giuridico e tecnologico, colpisce anche per l’ennesima conferma che viene offerta dei tanti ambiti in cui Google sta estendendo la sua presenza, in questo caso nel campo delle connected car in cui già Apple aveva definito il proprio protagonismo con CarPlay e con il proprio servizio di mappe.

L’attenzione ormai molto elevata – ricordiamo il Digital Services Act europeo – con cui legislatori ed authority indipendenti affrontano la pervasività delle big tech nasce infatti dalla consapevolezza che una posizione di leadership ottenuta in un’area di business (in questo caso, il sistema operativo Android) può essere utilizzata anche in settori differenti ed attigui, come le smart car e, in qualche misura, il promettente mercato delle auto elettriche.

Ecco perché è sempre interessante osservare i tanti campi da gioco in cui Alphabet, la parent company di Google, opera:

  • con Nest, nella domotica e nelle smart home;
  • con Fitbit (di recente acquisizione) nei dispositivi wearable e nelle tecnologie che si fondano sul “quantified self” e sul fitness;
  • con Calico e Verily, nella ricerca legata alle scienze della vita.

La diffusione di oggetti connessi alla Rete e quindi tali da richiedere un sistema operativo che ne consenta il collegamento con altri oggetti…

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Google FLoCs, quali scenari per il mercato della pubblicità online?

Come condiviso in un articolo di Luigi Garofalo su Key4biz, assistere a quanto sta avvenendo nel mondo della pubblicità online a seguito del blocco prossimo venturo dei cookie di terze parti presenta mostre somiglianze con la vicenda della Super Lega di calcio.

Google FLoCs: cosa cambia

Se la tecnologia proposta da Google – le Federated Learning of Cohorts (FLoCs) – ha infatti ricevuto una reazione negativa da parte di alcuni browser (es. Opera), tiepida da parte di altri e se i test di tale approccio aggregato alla profilazione degli utenti sono al momento bloccati in Europa per via del GDPR, rimane il fatto che un importante cambiamento di scenario sta per investire il mercato della pubblicità online: il blocco, da parte dei browser, dei cookie di terzi parti.

Come detto in un webinar organizzato dall’agenzia di marketing digitale Webperformance, i cookie sono come il numerino che chi entra al supermercato riceve per poter essere riconosciuto quando è il suo turno: il blocco dei cookie di terzi parti ha come conseguenza il fatto che l’utente è riconoscibile solo fino al momento in cui naviga su un sito e la possibilità di comunicare con lui termina non appena abbandona la sessione. Sul fronte dell’analisi, questo rende complesso monitorare per un inserzionista le sorgenti di traffico determinate dalle campagne pubblicitarie e il riconoscimento degli utenti nuovi e degli utenti di ritorno. La profilazione e il targeting della pubblicità ne risultano depauperati così come, in molti casi, l’applicazione di limiti di frequenza alle campagne pubblicitarie che possono esserne pregiudicate sia per quanto riguarda la misurazione e che per l’applicazione dei modelli di attribuzione.

Quali scenari…

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Tutte le novità che Google ha messo a disposizione di chi studia o lavora nel 2020

  • La pandemia ha accelerato la disponibilità di tecnologia utile per il nostro lavoro di tutti i giorni. In rassegna le nuove funzionalità introdotte da BigG per My Business, Meet, Workspace, Analytics, Calendar, Maps, Classroom

 

La musica classica richiede un’educazione all’ascolto, ma chiunque si dedichi con una certa regolarità alle composizione di Mozart, Beethoven o Chopin, tanto per citare i compositori più celebri, avverte l’eleganza del primo, la drammaticità del secondo ed è rapito dalla ricchezza di sfumature nelle opere del terzo. Solo i più appassionati però sono consapevoli del tributo che il genio di questi tre autori deve all’evoluzione della tecnologia: senza l’invenzione del pedale tonale e del pedale di risonanza nel pianoforte infatti, la musica non avrebbe potuto arricchirsi della forza e dei colori consentiti dalla libertà che essi consentono al prodursi del suono delle corde.

L’innovazione però non è il cambiamento della tecnologia: quest’ultima si evolve per ragioni spesso proprie, indipendenti dal volere di chi se ne serve. L’innovazione è data dalle opportunità che si aprono in virtù delle soluzioni che nuove tecnologie consentono ed è quindi frutto non di aspetti tecnici, ma, nel caso della musica, artistici e, nel mondo del lavoro, da fattori organizzativi e culturali: riprodotte al clavicembalo, le Sonate di Beethoven o i Notturni di Chopin di certo non ci resterebbero nel cuore.

L’anno del Coronavirus ha visto, per le esigenze prodotte dall’aumento esponenziale della didattica a distanza, del lavoro da remoto e delle vendite online, il moltiplicarsi di nuove funzionalità messe a disposizione da parte delle grandi piattaforme digitali e di Google in particolare. Per ricordare solo le più rilevanti:

Google My Business

Lo strumento, messo a disposizione degli esercizi commerciali locali per personalizzare la propria presenza nei risultati di ricerca, ha introdotto nuovi campi per comunicare le chiusure dettate dall’emergenza sanitaria e i conseguenti servizi alternativi (es. consegna a domicilio) facendovi confluire funzionalità (come post, schede prodotto, eventi ed offerte) nate sulle ceneri di Google+ e pensate per favorire, in misura crescente, Domande e Risposte fra consumatori ed esercenti come un vero e proprio profilo social;

 

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I migliori tool online per mappare i siti web dei concorrenti

Molti anni fa vissi, come capita a molti, un’acquisizione: la mia azienda era stata comprata da un gruppo americano e, tra le tante cose che imparai da quella esperienza – a fronte di un super lavoro che non avevo mai sperimentato prima – fu il lavoro costantemente scandito dalla mappatura degli aspetti di distanza fra il sito che gestivo ed i siti dei competitor diretti e dal lavoro settimanale per colmare questi gap.

Il tutto si traduceva in un grande foglio excel dove ogni area di concorrenza (numero di clienti, presenza sui motori di ricerca, performance tecnica del sito, …) veniva sezionata per fattori di miglioramento e affrontata pianificando continui interventi di carattere commerciale, digital, di sviluppo, etc.

Di quell’esperienza mi porto sempre dietro, a distanza di dieci anni, questo bisogno di analizzare i concorrenti e questa necessità di servizi di tool per farlo con precisione.

Ecco qualche tool utile che la Rete offre:

 

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Il posizionamento su Google

Quali sono i contenuti migliori da pubblicare sul tuo sito e quali sono i passaggi da compiere per fare in modo che vengano valorizzati correttamente dai motori di ricerca?

I contenuti in qualche modo rappresentano delle porte di accesso verso il sito grazie ad un buon lavoro di indicizzazione sui motori di ricerca.

A tale scopo i contenuti “evergreen”, da pubblicare sul tuo sito e che ne aiutano il posizionamento, sono il glossario con una pagina html pensata per ogni termine e i contenuti tutorial grazie ai quali riuscirete ad intercettare la curiosità e l’interesse dell’utente che li naviga.

Scopri di più … https://bit.ly/30JbdKV