Suspendisse in orci enim

Cara azienda, se sei su Instagram non sei sola…

Dopo aver superato gli 800 milioni di utenti in settembre, Instagram ha recentemente superato un’altra pietra miliare nella sua corsa per diventare un’ambiente che colleghi i brand ai clienti. Come annunciato di recente dalla società, sulla piattaforma ora ci sono oltre 25 milioni di profili aziendali, rispetto ai 15 milioni di luglio. Praticamente, quasi raddoppiati in quattro mesi. Considerando che Instagram ha lanciato questi profili insieme ad altri strumenti di business a giugno 2016, questi numeri indicano chiaramente che i brand stanno adottando Instagram come un nuovo modo di connettersi con i consumatori. E sembra funzionare: a marzo 2017, l’80 percento degli utenti di Instagram ha seguito un’attività commerciale, e in novembre 200 milioni di instagrammer hanno visitato un profilo aziendale ogni giorno.

La corsa delle aziende su Instagram

Far partecipare le imprese è un passo fondamentale per monetizzare una piattaforma come Instagram, perché aumenta la sua accettazione tra i professionisti e la sua attrattiva per gli inserzionisti. A partire da settembre 2017, Instagram ha avuto due milioni di inserzionisti attivi al mese – un aumento decuplicato da marzo 2016.

Buon per Zuckerberg, ma questo significa maggior concorrenza tra i brand per accaparrarsi un po’ di attenzione degli utenti. Quindi l’importante è capire come trarre il meglio dalla propria presenza su Instagram. Al di là di tecniche specifiche da social media manager, è importanze che l’azienda rifletta su un proprio linguaggio visuale. Non semplicemente immagini di prodotti, ma

  • gratificazione visiva per gli utenti
  • storyteling visuale
  • creazione di un universo di forme, colori e brevi video che rendano il feed del brand gratificante per chi lo guarda (avendo cura che chi lo guarda sia in target…)

P.S.: Se invece la tua azienda non è su Instagram, e addirittura non investe sui media digitali, sappi che comincerai a sentirti molto solo… A livello mondiale, gli investimenti sul digitale alla fine hanno superato la vecchia cara TV. E ogni giorno che passa, il gap si farà sempre più profondo…

Digital killed the TV star...

Tre regole per conquistare i giovanissimi sui social

Snapchat ha avuto un’ascesa rapida quanto il declino che sta vivendo in questo momento, ma in questo percorso è riuscito comunque a portare dei cambiamenti consistenti nel modo di vivere i social network.
Dei cambiamenti che interessano soprattutto le nuove generazioni, quella dei Millennials, ma soprattutto quella successiva.

È recentissima la notizia dell’ennesima novità introdotta dal social media del fantasmino: le Storie Personalizzate che possono essere create su qualsiasi argomento, anche col contributo degli amici che si sceglie di voler far partecipare. Si potrà addirittura scegliere un Geofence relativo a una posizione, cioè un’area geografica all’interno del quale gli utenti possono interagire con la Storia stessa.

Insomma a tutti gli effetti una storia collaborativa che permetterà a più persone di contribuire alla creazione dello stesso contenuto.

Un formato molto interessante per il target a cui si rivolge Snapchat, ovvero i giovanissimi che possiedono una padronanza di uso dei mezzi mobile e un gusto estetico per il montaggio foto e video decisamente molto più avanzati rispetto alle precedenti generazioni.

Di sicuro, in futuro, sarà sempre più difficile produrre contenuti che suscitino l’interesse di persone così abituate a crearseli da soli, su misura, personalizzati, con il contributo dei loro amici.

E allora, come fare per conquistarli?

Innanzitutto ascoltarli, osservarli e capire come i loro comportamenti “digitali” siano profondamente diversi dai nostri. È vero che non sono ancora potenziali acquirenti così interessanti, ma lo diventeranno, lo stanno diventando e, se per quel momento non saremo pronti, il rischio che percepiscano la comunicazione, anche quella social, come qualcosa di antiquato che non li rispecchia e non li emoziona è altissimo.

In secondo luogo essere disposti a scardinare le regole a cui siamo abituati: la cura del contenuto ora è qualcosa di diverso da quello che era qualche anno fa. Non servono produzioni milionarie, ma contenuti emozionanti. E spesso, il video realizzato con lo smartphone insieme a un amico, è più emozionante di uno spot.

Terzo: creare valore. Paradossalmente – ma non troppo – la sovraesposizione a contenuti sempre diversi e a voci molteplici ha reso più importante il messaggio, il concetto che c’è dietro a una comunicazione. Ancora una volta, si parla di emozione, quella vera, empatica, capace di coinvolgere.

Tenere a mente questi tre spunti sarà sempre più importante nella content creation del futuro.

 

 

Diamoci un tono.

Spesso quando in aula affronto l’argomento social, faccio insieme ai partecipanti un esercizio per trovare la propria voce.

La voce sostanzialmente è composta dal tono, dal carattere e dal linguaggio. Ognuno deve scegliere un aggettivo e l’insieme dà la personalità del brand.

A quel punto c’è sempre qualcuno che obietta: “Ma dipende dal social!”

Su questo non sono molto d’accordo.

Noi non siamo persone diverse sulle diverse piattaforme, siamo sempre la stessa persona, solo con obiettivi e target differenti. Non postiamo la foto in costume su LinkedIn perché li lavoriamo, ma il tono di voce con cui parliamo dell’ultima news di mercato o dei risultati dell’Inter rimane lo stesso. Se siamo simpaticoni lo saremo sempre, idem se siamo polemici, idem se siamo tecnici.

Siamo noi, solo in contesti differenti.

Ma torniamo al gioco, quando lo faccio da un Brand, spesso ai team marketing, succede che nessuno dei presenti in sala ha la stessa percezione della voce che dovrebbe avere il prodotto. Ed è un risultato molto pericoloso, perché se non si ha ben chiaro quale sarà il tono con cui parlerà il proprio Brand, come si potrà trasmetterlo all’agenzia che cura i profili? Come si potrà dare un’identità unica e riconoscibile? Il rischio è di avere profili schizofrenici dove si fa i pirla su Facebook e i romanticoni su Instagram, facendosi così condizionare dalla piattaforma e finendo per fare semplicemente quello che fanno tutti.

Altro caso, soprattutto in aule miste, è che si scelga di non scegliere. La maggior parte dei partecipanti vorrebbe per il proprio brand un tono di voce Caldo, un carattere Amichevole e un linguaggio Semplice. Tutte scelte giustissime, talmente giuste che sono fatte dal 90% dei brand. Con il naturale risultato di diventare interessanti come la vernice che asciuga.

Infine c’è sempre la frase: “Vorrei un tono come Ceres.” Che fa il paio con quelli che per un logo 20 anni fa dicevano “Vorrei qualcosa che sia riconoscibile anche senza nome, tipo quello della Nike.”

Per sciogliere ogni dubbio, Nike è riconoscibile perché ha investito fantastilioni di euro e Ceres ha quel tono perché può metterselo, perché è coerente con il prodotto, il target, il posizionamento. Se vendete Pandori (ogni riferimento a vecchie case history è puramente casuale) è molto meglio non farlo.

Oggi possiamo e dobbiamo parlare con i nostri clienti, ma come facciamo se non sappiamo che voce sentiranno?

Tre strumenti per creare immagini e video per i social

Creare contenuti coinvolgenti è il primo passo per costruire una buona relazione con i vostri utenti, fidelizzandoli e accrescendo anche la vostra fan base.

L’elemento visuale è fondamentale per raccontare storie, presentare e descrivere prodotti e servizi e attirare l’attenzione del pubblico.

Foto, infografiche, video: sono tutti elementi indispensabili per arricchire i vostri piani editoriali.

Ma come fare per realizzare al meglio questi contenuti?

Sicuramente la prima scelta è quella di rivolgersi a dei professionisti, ma se questo non è possibile o, semplicemente, avete urgenza di creare un contenuto foto/video di buona qualità potete usare tool gratuiti o basso costo che trovate sul web.

Innanzitutto vi segnaliamo Canva: uno strumento ormai molto conosciuto e utilizzato che vi darà un grande supporto dal punto di vista grafico. Con Canva potete ridimensionare le immagini, realizzare post, grafiche per i social, presentazioni e molto altro attingendo ad una library di immagini ed elementi grafici sia a pagamento che gratuiti.

Per i video uno strumento utile è Rocketium: partendo da un costo base di 40$ al mese potrete caricare dei video ed elaborarli in diverso modo, tagliandoli anche tramite mobile app e aggiungendo immagini o grafiche in sovraimpressione ed esportare tutto nel formato che vi è più comodo.

Se avete bisogno, invece, di immagini di buona qualità ma non avete la possibilità di realizzarle o di acquistarle da banca immagini, una piattaforma utile è The Stocks che raccoglie immagini copyright free da diversi siti internet e mette a disposizione un buon motore di ricerca per rintracciare quelle più adatte allo scopo.

Provateli, smanettate, divertitevi e potrete realizzare contenuti che vi soddisfino e che vadano incontro alle esigenze del vostro pubblico.

Instagram e i post multi-immagine: come usarli

Instagram ha recentemente introdotto la possibilità di creare post multi immagine, una sorta di carousel alla maniera di Facebook grazie ai quali si possono aggiungere diverse foto ad uno stesso post.

Si tratta di uno strumento interessante per chi vuole raccontare storie, descrivere prodotti o, per esempio, creare tutorial utilizzando proprio il celebre social network visuale.

Ma come si fa a creare questo tipo di post?

In realtà si tratta di un procedimento molto semplice.

Basta cliccare sul solito tasto in basso al centro con cui normalmente si aggiungono le foto su Instagram e apparirà un tasto con la dicitura “Seleziona più elementi”. Cliccandoci con il dito potrete selezionare dalla raccolta foto del vostro telefono fino a 10 foto o video da inserire nel post.

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A questo punto Instagram ci permette di scegliere un filtro per ognuna delle immagini oppure selezionare un unico filtro per tutte.

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Fatto questo potrete procedere come al solito alla scrittura del testo del post.

È importante ricordare che anche questo nuovo formato multi-contenuto di Instagram va utilizzato con attenzione e solo per scopi particolari in cui diverse immagini che si susseguono raccontino o spieghino qualcosa di particolare.

Come scegliere l’hashtag giusto

Le parole sono importanti, anche sui social network. E su certe piattaforme come Instagram o Twitter, lo sono ancora di più gli hashtag.

Scegliere l’hashtag giusto può implicare un aumento sensibile della visibilità dei vostri post. Scegliere l’hashtag giusto significa finire nel flusso di notizie corretto e quindi raggiungere l’audience di vostro interesse.

Ma come si scelgono gli hashtag?

Innanzitutto evitate di trasformare le vostre call to action in una sequela di hashtag inutili, #mettere #un #cancelletto #per #ogni #parola non solo è poco utile, ma rischia di rendere decisamente poco leggibili i vostri contenuti e farvi apparire come dei principianti dei social.

Gli hashtag servono per far trovare meglio i propri contenuti, dunque non hanno valore di per sé, ma solo nell’ambito dei motori di ricerca interni di ogni piattaforma.

Il testo del post deve essere ben distinto dagli hashtag, vostra scelta se dividerli anche fisicamente con uno o più spazi, ma, in ogni caso, gli hashtag vanno messi alla fine del testo, a meno che non ci siano parole utilizzabili come hashtag già nel testo stesso. La parola d’ordine è nessuna forzatura.

Per esempio va bene dire “Vi auguriamo il buongiorno con un buon #caffè” meno corretto dire “Vi auguriamo buongiorno con un buon #caffè #coffee #espresso”

Non esagerate con il numero degli hashtag e sceglieteli coerenti con il vostro contenuto. Gli hashtag generici potrebbero permettere al vostro contenuto di apparire in un numero maggiore di ricerche, ma probabilmente non sarebbe utile per raggiungere il target di utenti che vi interessa.

Per esempio, siete sicuri che #picoftheday sia in linea con il vostro posizionamento?

Quali tool possono aiutare a scegliere l’hashtag giusto?

Innanzitutto vi consigliamo di farvi un giro sul caro Google Trends: inserite il termine che intendete utilizzare come hashtag e osservate quanto interesse sto generando in questo momento sul web in generale.

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Ritetag, invece, è uno strumento più specifico: si tratta di un’estensione di Google Chrome che, inserendo un hashtag, vi dirà quanto è utilizzato e, quindi, se vale la pena utilizzarlo oppure no.

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Hashtagify.me, invece, vi indica quali sono i 10 top hashtag associati a quello che vorreste utilizzare.

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Non dimenticatevi, infine, di creare un hashtag specifico per il vostro brand, in modo che gli altri utenti possano utilizzarlo quando postano contenuti legati a voi.

 

Cosa possono imparare i brand da Beyoncé e la sua foto su Instagram

Ebbene sì: Beyoncé ci annuncia che è felicissima perché sta per diventare mamma di due gemelli. E lo fa attraverso Instagram.

La vera notizia, però, è che la foto della neomamma in posa con il pancione, contornata da una corona di fiori e con in testa un velo dal sapore vagamente raffaellesco, ha ottenuto in poche ore 7milioni e 600mila like e oltre 375mila commenti.

Potremmo interrogarci sul perché una celebrità voglia affidarsi proprio a Instagram per annunciare un fatto così importante e, probabilmente, ci risponderemmo che i social media sono le nuove fonti di informazione per eccellenza.
Perché passare attraverso uffici stampa, portavoce, comunicati, giornalisti e quant’altro, quando si possono raggiungere direttamente i propri fan e parlare a loro della propria felicità e gratitudine?

Beyoncé non ha inventato nulla, già Bar Rafaeli e Pink, tra le altre, avevano parlato della loro gravidanza proprio attraverso i social media.

La vera domanda, allora, è: quale insegnamento possono trarre i brand da questo uso tutto vip di utilizzare i social?

La gravidanza è la notizia personale per eccellenza, passare attraverso i social media per parlarne ai propri fan è come aprir loro la porta sul proprio mondo, farli sbirciare, dargli l’impressione di essere “di casa” e non estranei.

Ecco, è proprio qui che i brand hanno qualcosa da imparare: aprire la porta ai propri utenti al “dietro le quinte” al “come siamo veramente” darà all’azienda che comunica su Facebook il vantaggio di mettersi sullo stesso piano dei propri fan e clienti.
Aprire una porta su un backstage, raccontare qualcosa di interessante o divertente del modo quotidiano di lavorare, parlare dei propri valori e di quello che li ispira dando agli utenti dei contenuti originali e coinvolgenti.
In questo modo i fan della pagina Facebook e Instagram accederanno a un mondo che si svela solo per loro, si sentiranno coinvolti nella storia del brand e quindi spinti a diventare dei veri e propri brand ambassador.

Come fare un video live con Instagram Stories

I contenuti live sono uno dei trend del momento sui social media.
La strada è stata aperta da Periscope, l’app di Twitter dedicata proprio alle dirette video (ora incorporate all’interno del social stesso), per poi essere percorsa da Facebook e, ora, anche da Instagram.

Il fenomeno è decisamente interessante, basti pensare che uno dei video live più visti del 2016, pubblicato da Buzzfeed, ha raggiunto picchi di 800.000 spettatori nell’arco della durata di 45minuti.

Dopo Twitter e Facebook, dunque, è l’ora di Instagram che da qualche giorno ha dato la possibilità ai 150milioni di utenti delle sue Stories di vedere e pubblicare video live.

Ma vediamo come si fa un live direttamente con le Stories di Instagram.

Partendo dalla vostra home di Instagram cliccate su “La mia storia” in alto a sinistra:

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Da qui sarete riportati direttamente alla fotocamera. Scorrendo lo slider di voci in fondo allo schermo, cliccate su “in diretta” ed eccoci qui, il gioco è fatto.

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Buon divertimento!

Come trasformare un profilo Instagram personale in una pagina business

Da qualche tempo Instagram dà la possibilità a chi gestisce un brand di avere una pagina Business che si differenzia da un profilo personale soprattutto per alcune funzioni aggiuntive, come la possibilità di creare inserzioni e tenere sotto controllo gli insights.

Se già avete un profilo legato al vostro business, potete trasformarlo in una pagina attraverso pochi semplici passaggi.

Eccoli:
1. Cliccate in alto a destra sul simbolo delle “Impostazioni” e scegliete “Passa a un profilo aziendale”.
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2. Da qui si aprirà una schermata attraverso la quale potrete visualizzare le funzioni che Instagram offre alle pagine aziendali cliccando su “Visualizza funzioni”.

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3. A questo punto potete procedere a collegare la vostra pagina ad un account e, quindi, ad una pagina Facebook, anch’essa legata al vostro brand.

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4. Infine, potrete inserire il numero telefonico, il contatto email e l’indirizzo della vostra azienda, in modo che i vostri clienti possano trovarvi più facilmente anche offline ed entrare in contatto con voi direttamente.

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Il gioco è fatto, ora non vi resta che prendere confidenza con le funzioni aggiuntive, prima tra tutti gli insights, che vi permetteranno di conoscere meglio il vostro pubblico, capire quali sono i contenuti che hanno avuto performance migliori e, di conseguenza, modificare e ottimizzare la vostra strategia su Instagra,

Per saperne di più cliccate qui

ECOMMERCE: la bacchetta magica è davvero efficace?

Secondo il report dell’Osservatorio eCommerce B2C promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm, il 2016 è stato l’anno più importante per l’ecommerce che ha visto svilupparsi nuovi modelli di business cross canalità e cross device.

Complessivamente, nel mondo, sono circa 1.500milioni i clienti ecommerce. Un mercato che in Italia vale 20miliardi di euro con una crescita del 18% nel 2016 rispetto all’anno precedente.

In questo contesto di rapida espansione, si sta verificando una vera e propria corsa alla semplificazione del processo d’acquisto dell’utente.

Oltre agli ormai famosi Chatbot di Messenger, Facebook ha iniziato a testare con alcuni partner, un nuovo layout delle pagine da mobile con bottoni dalle call to action estremamente dirette: Start Order; Book Now; Buy Tickets; Get Showtimes.

Cliccandoci semplicemente sopra si potrà provvedere ad ordinare del cibo a domicilio, prenotare servizi, comprare biglietti.

La stessa company di Menlo Park ha lanciato un nuovo servizio collegato all’ecommerce tramite Instagram: un primo gruppo-test di 20 aziende potrà utilizzare una funzione di tag dei prodotti ritratti nelle foto su cui l’utente potrà cliccare due volte ed essere direttamente reindirizzato al sito del venditore.

La nuova tendenza dell’ecommerce, quindi, è comprare quella di ridurre al minimo i clic che conducono l’utente all’acquisto.

La novità più disruptive su questo tema è, però, quella dei Dash Button di Amazon, recentemente arrivati in Italia.

Un semplice bottone con calamita adesiva, con ben impresso il logo del marchio del prodotto in questione, da attaccare in giro per la casa per poter comprare un prodotto con un clic.

Questi device, configurabili attraverso un dispositivo mobile, si collegano alle rete wifi della casa e ogni volta che si premerà il bottone invieranno una notifica di conferma allo smartphone approvata la quale si riceverà direttamente il prodotto a casa.

Un sistema veloce ed efficace per riempire la propria dispensa, ma forse non altrettanto conveniente per Amazon, che riceverà numerosi ordini monoprodotto, con conseguenti costi di trasporto e consegna non proprio convenienti per l’azienda.

Con un meccanismo di ordine e acquisto di questo tipo, inoltre, si perderà la peculiarità dell’esperienza d’uso del markeplace di Amazon, caratterizzato proprio dalla possibilità di navigare facilmente tra varie categorie e trovare prodotti correlati tra loro. Un carrello pieno di prodotti di cui magari non si conosceva neanche l’esistenza fino a qualche minuto prima, è sicuramente una delle maggiori soddisfazioni di un cliente Amazon.

Il Dash Button, invece, sarà davvero la bacchetta magica giusta?

Snapchat è il Social più popolare tra gli adolescenti in America

Snapchat in America supera Instagram e Facebook e diventa la piattaforma preferita tra gli adolescenti. Secondo il nuovo rapporto della società di investimento Piper Jaffray, l‘80% dei ragazzi usa Snapchat, almeno una volta al mese, rispetto al 74%, nell’autunno del 2015. Mentre il 79% degli adolescenti ha dichiarato che usano Instagram una volta al mese. Per quanto riguarda Facebook solo il 52% degli intervistati ha detto che lo usa una volta al mese, in calo dal 56% rispetto all’ autunno 2015.

Per approfondire quì: http://bit.ly/2dh4ltu

Quali sono i numeri di Instagram?

Instagram ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi anni, passando da 300 milioni di utenti attivi al mese nel Dicembre 2014 a 500 milioni appena 18 mesi dopo, con 300 milioni di utenti unici al giorno. Il 55% di utenti ha tra i 18 e i 39 anni, mentre sono le donne ad utilizzare di più il Social.

Per approfondire quì il link: http://bit.ly/2anChXY