Social video: qualità, quantità o… vortice?

Uno dei nostri ormai celebri meme sottolinea la differenza tra come viene fruito lo stesso video su Facebook e su YouTube.

E’ ovviamente una semplificazione per spiegare l’atteggiamento diverso degli utenti dei due social. Non è che una scelta sia migliore dell’altra, anzi è probabile che in una strategia strutturata, siano necessarie tutte e due. Le persone stanno su diversi social media, in momenti diversi della loro giornata, con differenti motivazioni. Un brand ha bisogno sia di qualità che di quantità.

Ci sono segnali visivi (colori, forme, loghi) che non hanno bisogno di particolare attenzione, ma che finiscono per diventare una sorta di filo conduttore del viaggio quotidiano tra i media di ognuno di noi. In una frazione di secondo, all’inizio di un video su Facebook, su un poster stradale, dietro la porta di una partita di calcio, riceviamo in modo quasi subliminale il messaggio che quel brand c’è, esiste, ha qualcosa da dirci. Fa parte del nostro paesaggio mentale.

Poi ci sono gli “spot”, brevi video pubblicitari di solito posizionati prima del video che vogliamo vedere. Sono molto simili agli spot tv, siamo obbligati a vederli, e che lo vogliamo o meno, assorbiamo le sintetiche informazioni che ci comunicano. Il fatto che siano visioni forzate non è di per sé negativo: abbiamo vissuto decenni in cui questa cosa funzionava, e funziona ancora oggi. La credibilità è bassissima ma dall’altra parte c’è il massimo del controllo: ho la sicurezza che mi vedrai, di quante volte lo farai, e che i miei soldi garantiscono che il mio messaggio arrivi fino in fondo.

E poi ci sono le operazioni più complesse, in cui creo dei video il cui contenuto è interessante per un target, lo diverte, lo emoziona o lo informa. All’audience che desidero raggiungere e portare a bordo dò insomma qualcosa in cambio. È un obiettivo altamente qualitativo, non facile da raggiungere, ma che dà grandi risultati in termini di sintonia col brand. Per ottenere qualità bisogna offrire qualità: chiarezza di obiettivi, ascolto, lavoro e investimenti. Un ottimo, recente esempio è la partnership tra Il Milanese Imbruttito e McDonalds. L’alleanza con un produttore di contenuti che un certo target ama, proietta sul brand un alone positivo, se c’è una base comune di valori/emozioni condivisi.

Una strategia video social completa dovrebbe lavorare su tutte e tre questi piani, in modo coerente e sinergico. È quello che noi chiamiamo “il vortice” digitale. Nell’insieme liquido del media journey, non basta diffondere un messaggio ovunque, occorre creare un strategia che “risucchi” l’attenzione del nostro target verso di noi.

C’è un nuovo primato su YouTube, che ha scalzato quello di Gangam Style

Vi ricordate quando nel 2012 tutti, compresi i signori di YouTube, eravamo rimasti stupiti dall’incredibile successo di GanGnam Style che con la sua coinvolgente demenzialità aveva conquistato migliaia di persone arrivando al record di  2, 894 miliardi di visualizzazioni, stando ai dati attuali.

GanGnam Style aveva obbligato YouTube ad aggiornare le sue modalità di misurazione, attestandosi come un vero e proprio fenomeno e ottenendo la palma di video più visto di sempre sulla piattaforma.

Questo primato, però, ora è passato ad un altro video: See You Again di Wiz Khalifa con la collaborazione di Charlie Puth che ha raggiunto 2.909.814.443 di visualizzazioni nel momento in cui stiamo scrivendo.
Si tratta della colonna sonora di Fast and Furious 7 con un video che celebra il compianto Paul Walker, apparso per l’ultima volta sul grande schermo proprio in occasione di questo film.

I due video, GanGnam Style e See you Again, sono molto diversi ma hanno una cosa che li accomuna: sono vicini alle persone, creano empatia coi loro sentimenti, che siano gioia di ballare o tristezza per la perdita di un amico con il sottofondo di canzoni decisamente molto orecchiabili.

Qual è l’arma vincete di See You Again? L’umanizzazione di un attore che diventa uno di noi, una persona che ha fatto parte delle nostre vite frame dopo frame della lunghissima saga di Fast and Furious muovendosi in un universo che ci sembrava ormai di conoscere e che ce lo rende estremamente vicino.

See you again è la canzone che vorremmo dedicare a tutte le persone che, un giorno, ci piacerebbe ritrovare e celebra un sentimento tra i più comuni e coinvolgenti dell’essere umano: l’amicizia.

Sembra una storia che potrebbe raccontare ognuno di noi, è una storia che potrebbe raccontare ognuno di noi e questa è la vera forza del video.

Quindi, ogni volta che produciamo un contenuto, ricordiamoci di questa grande lezione: non c’è bisogno di inventare o di costruire grandi cose, la finzione non paga, la verità, i sentimenti che fanno parte del vissuto quotidiano di ognuno sono il più potente strumento di storytelling che ci sia.

 

Diamoci un tono.

Spesso quando in aula affronto l’argomento social, faccio insieme ai partecipanti un esercizio per trovare la propria voce.

La voce sostanzialmente è composta dal tono, dal carattere e dal linguaggio. Ognuno deve scegliere un aggettivo e l’insieme dà la personalità del brand.

A quel punto c’è sempre qualcuno che obietta: “Ma dipende dal social!”

Su questo non sono molto d’accordo.

Noi non siamo persone diverse sulle diverse piattaforme, siamo sempre la stessa persona, solo con obiettivi e target differenti. Non postiamo la foto in costume su LinkedIn perché li lavoriamo, ma il tono di voce con cui parliamo dell’ultima news di mercato o dei risultati dell’Inter rimane lo stesso. Se siamo simpaticoni lo saremo sempre, idem se siamo polemici, idem se siamo tecnici.

Siamo noi, solo in contesti differenti.

Ma torniamo al gioco, quando lo faccio da un Brand, spesso ai team marketing, succede che nessuno dei presenti in sala ha la stessa percezione della voce che dovrebbe avere il prodotto. Ed è un risultato molto pericoloso, perché se non si ha ben chiaro quale sarà il tono con cui parlerà il proprio Brand, come si potrà trasmetterlo all’agenzia che cura i profili? Come si potrà dare un’identità unica e riconoscibile? Il rischio è di avere profili schizofrenici dove si fa i pirla su Facebook e i romanticoni su Instagram, facendosi così condizionare dalla piattaforma e finendo per fare semplicemente quello che fanno tutti.

Altro caso, soprattutto in aule miste, è che si scelga di non scegliere. La maggior parte dei partecipanti vorrebbe per il proprio brand un tono di voce Caldo, un carattere Amichevole e un linguaggio Semplice. Tutte scelte giustissime, talmente giuste che sono fatte dal 90% dei brand. Con il naturale risultato di diventare interessanti come la vernice che asciuga.

Infine c’è sempre la frase: “Vorrei un tono come Ceres.” Che fa il paio con quelli che per un logo 20 anni fa dicevano “Vorrei qualcosa che sia riconoscibile anche senza nome, tipo quello della Nike.”

Per sciogliere ogni dubbio, Nike è riconoscibile perché ha investito fantastilioni di euro e Ceres ha quel tono perché può metterselo, perché è coerente con il prodotto, il target, il posizionamento. Se vendete Pandori (ogni riferimento a vecchie case history è puramente casuale) è molto meglio non farlo.

Oggi possiamo e dobbiamo parlare con i nostri clienti, ma come facciamo se non sappiamo che voce sentiranno?

I video live di Facebook arrivano su YouTube

Tutorial, interviste, performance live girati e pubblicati su Facebook possono essere ottimi contenuti da condividere anche su YouTube, per sfruttarli al meglio e diffonderli tra il maggior numero di persone possibile.

Ma come fare?

Innanzitutto selezionate il video che volete scaricare e pubblicare su YT e cliccate “Play”.

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Fate click con il tasto destro e selezionate la URL del video

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Copiate e incollate la URL in un’altra tab del browser e cambiate l’indirizzo “www.” in “m.”, trasformando così il video in una versione per mobile

video live

Cliccate di nuovo “Play” e fate click col tasto destro

Fate play, click con il tasto destro e selezionate “Salva video come”: da qui salvate il video sul vostro desktop in formato .mp4.

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Da qui, potrete caricare comodamente il vostro video su YouTube

WEB WOMEN WANT: La Pasqua vista dal web

La Pasqua è appena trascorsa. Come è stata vissuta sul web dagli utenti? Cosa hanno raccontato le persone sui loro profili Social? Quali sono stati i contenuti più virali online?  Fractals ha analizzato per The Vortex e il blog Web Women Want i trend che hanno caratterizzato i post condivisi sui principali social networks.

Scopriamo insieme cosa è accaduto durante le festività su Facebook, Instagram, Pinterest, Twitter e Youtube. Leggi l’articolo: bit.ly/1PTHmzW

 

#WEBWOMENWANT: Un San Valentino… Sui Social!

San Valentino 2016: la ricorrenza amata dagli spiriti più sentimentali è stata ampiamente celebrata anche online! Dalle canzoni su Facebook, ai tutorial di Youtube, dai commenti più pungenti di Twitter alle GIF più divertenti su Tumblr, oggi su Web Women Want pubblichiamo i risultati della ricerca di Fractals.

Instagram eletta la piattaforma più romantica del 2016! Volete leggere l’articolo? Ecco il link: bit.ly/1KVYVnr

Come rivendicare un video su Youtube

YouTube è una piattaforma spesso oggetto di contestazioni legate all’uso di contenuti protetti da diritto d’autore: per questo motivo, è particolarmente sviluppata l’attività tesa a consentire l’identificazione e la sospensione di contenuti illegittimamente caricati.

E’ possibile rivendicare un video vedendosi riconoscere i propri diritti di proprietà intellettuale o identificandolo direttamente o richiedendo l’ammissione, per un proprio video caricato, al riconoscimento di un “Content ID” a questo riferito.

Partendo da tale riferimento, YouTube creerà una fingerprint digitale che confronterà il Content ID con i video caricati da altri utenti di YouTube. Quando la tecnologia di Content ID identificherà una corrispondenza, rivendicherà automaticamente il video sospetto e applicherà le norme di sospensione e di notifica: un utente che dovesse ricevere rivendicazioni può vedersi sospeso il proprio Canale.

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Ecco dove è possibile richiedere l’ammissione ad un Content ID: [Qui il link].

Youtube: come aprire e gestire un canale

Senza un Canale, non è possibile avere una presenza pubblica su YouTube: è possibile crearlo semplicemente dalla homepage di YouTube o, eventualmente, a partire da una pagina Google+.

Una volta creato il Canale, sarà possibile:

  • personalizzarne  laspetto con una descrizione e con un banner grafico a mo’ di copertina dello stesso;
  • collegarlo con un programma di condivisione dei ricavi pubblicitari;
  • fare richiesta per poter caricare video superiori ai 15 minuti di durata;
  • fare richiesta per rendere il Canale un canale a pagamento;
  • controllare la reputazione del Canale derivante dal non avere in sospeso delle procedure di rivendicazione di video protetti dal diritto d’autore;
  • pubblicare video in live-streaming;
  • pubblicare video privati.

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E’ possibile caricare video su YouTube con le seguenti opzioni:

  • consentire o meno i commenti da parte degli utenti;
  • far sì che gli utenti possano vedere le valutazioni degli altri in merito a ciascun video;
  • scegliere il diritto d’autore da applicare (licenza standard YouTube vs. Creative Commons);
  • consentire o meno lembed in siti esterne (blog, …);
  • definire la categoria che, insieme alla descrizione del Canale, dei diversi video caricati e dei tag scelti per questi ultimi contribuirà a migliorare l’indicizzazione del Canale stesso.