Articoli

Un trend del 2017: le intelligenze artificiali

È ormai chiaro che tra i trend del 2017 ci sarà lo sviluppo e la conseguente discussione sull’intellingenza artificiale e i suoi possibili e svariati impieghi.

Oltre al mega progetto Google DeepMind, ormai resa pubblica attraverso la piattaforma open-source GitHub, anche Apple e Microsoft stanno lavorando allo sviluppo di sempre più efficienti reti neurali, ossia sistemi che riproducono il funzionamento del cervello umano.

Alcuni dei creatori di Siri, il famigerato assistente vocale dell’iPhone, Dag Kittlaus, Adam Cheyer e Chris Brigham, hanno dato vita a Viv Labs, un nuovo assistente personale che sarà caratterizzato da un’intelligenza molto più sofisticata.

Viv è capace di comprendere il linguaggio umano e quindi è possibile interfacciarsi con lui allo stesso modo con cui si comunica con un assistente umano. In sostanza ci si potrà rivolgere direttamente a lui, per esempio, per ordinare una pizza o prenotare un volo, senza accedere ad app o altri sistemi.

Amazon, dal canto suo, sta lavorando su tre fronti con altrettanti progetti: Rekognition, un sistema per la lettura dei contenuti immagini, Polly, un servizio di trasformazione dei testi nel loro equivalente vocale e Lex, una soluzione incentrata sulla comprensione del linguaggio naturale da parte degli elaboratori.

A COSA SERVONO LE IA?

I possibili impieghi delle intelligenze artificiali sono molteplici, e sicuramente ancora non del tutto noti.

L’esempio più semplice e di immediato utilizzo già nel nostro quotidiano è quello dei Chatbot: sistemi di messaggistica computerizzati in grado di interagire con l’uomo come delle persone in carne e ossa.

In futuro, però, queste tecnologie sempre più avanzate saranno in grado di sostituire l’uomo in diversi compiti ripetitivi e prevedibili come l’utilizzo di macchinari o la guida delle auto.

Sostanzialmente le intelligenze artificiali sfruttano algoritmi sempre più complessi per riprodurre i meccanismi del pensiero umano e comprendere il linguaggio naturale dell’uomo in modo da riuscire a fornire risposte sempre più precise.

LE IA RIUSCIRANNO A SOSTITUIRE L’UOMO?

In molti si pongono questo quesito e la risposta è che probabilmente sì, in alcuni compiti i sistemi di intelligenza artificiale potranno sostituire, almeno in parte, l’uomo o comunque supportarlo in modo significativo.

Nonostante alcuni allarmi, sorti da più parti, lo sviluppo delle IA non sembra preoccupare gli utenti. Secondo il rapporto annuale sulle tendenze future di Ericsson ConsumerLab, che ha intervistato un campione di oltre 7 mila utenti ‘avanzati’ di internet, di età compresa tra 15 e 69 anni, di 13 metropoli di tutto il mondo, il 35% degli interpellati vorrebbe un sistema di IA come ‘advisor’ sul posto lavoro e uno su 4 vorrebbe che l’AI fosse suo manager.

Un crescente impiego delle IA sicuramente porterà ad una maggiore automazione, con i rischi che ne conseguono, ma l’ingegno dell’uomo, la sua creatività e la capacità di pensare in modo originale continueranno ad essere indispensabili in molti settori.

Lo sviluppo tecnico porterà ad una sempre maggiore necessità di pensare in modo laterale, “fuori dagli schemi”, per andare incontro alle necessità degli utenti prima ancora che si palesino, offrendo prodotti e servizi innovativi.