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Meno chatbot, più livechat: il digital CRM nella GDO

Il CRM nel mondo della GDO oggi deve avvalersi non solo degli strumenti tradizionali, ma anche delle tecniche che la Rete offre.

Quando si ha a che fare con aspetti come l’attenzione al cliente, l’automazione deve avvenire a monte e non a valle, altrimenti corre il rischio di risultare inadeguata, considerando che i social media non sono solo un canale di customer care, ma per la permanenza, la pubblicità e la fruibilità al di fuori del contesto dei contenuti che si pubblicano, hanno una forza tale da mettere a repentaglio la reputazione di un’azienda, e non solo online. In tempi come quelli odierni, nei quali la fiducia nelle organizzazioni è una moneta così scarsa, si comunica soprattutto grazie alla soddisfazione del cliente e all’attenzione con cui questa può tradursi nella ripetizione degli acquisti e nel passaparola che ne può derivare.

Per questa ragione, il CRM nel mondo della grande distribuzione oggi deve avvalersi non solo degli strumenti tradizionali, ma anche delle tecniche che la Rete offre, sia sotto forma di ascolto, sia con tecnologie a supporto di una comunicazione al cliente che non escluda l’intervento umano, ma lo renda più efficace e puntuale. Questo si traduce in: meno chatbot, più livechat.

Il CRM può poi avvalersi dell’evoluzione del digitale anche sotto altri aspetti. Le tradizionali piattaforme hanno nel tempo saputo offrire ai grandi operatori della GDO strumenti per riconoscere un cliente attraverso una molteplicità di punti di contatto (aree dedicate in negozio, call center, bancomat, cataloghi, trasmissioni televisive) e valorizzarne la fedeltà con soluzioni promozionali personalizzate (voucher, coupon, …), così da accrescere ricavi e quota di mercato.

Tesco, la catena che nel tempo ha più investito sul proprio CRM, invia ogni tre mesi ai 10 milioni di clienti in possesso della sua Club Card offerte personalizzate grazie ad una clusterizzazione di centinaia di buyer personas. Tale strategia di CRM ha consentito di segmentare al meglio il mercato e sviluppare strategie di pricing e di management, non solo di marketing e di comunicazione.

Il CRM infatti si basa sul tacito accordo “ti chiedo attenzione e in cambio ti do valore” e non a caso Tesco sviluppa attraverso la Rete iniziative di crescente personalizzazione dei contenuti e dei servizi, come con il “Baby Club“.

L’importante è che tali dati non siano big data, ma “smart data” – raccolti per facilitarne l’analisi – e “actionable data“, utili a servirsene in data management platform (DMP) per attivare campagne di lead generation e di lead nurturing, anche in forma geolocalizzata.

Uno store digitale non è infatti necessariamente uno store con il wifi, ma un negozio che sa valorizzare l’esperienza fisica di acquisto rispetto alla navigazione di un sito e capace di sostenere la scelta con offerte real-time personalizzate e indicazioni su dove trovare altrove un prodotto non presente.

Queste sono le modalità più efficaci per contrastare un fenomeno in costante crescita come lo showrooming e qui troviamo le ragioni che portano le grandi aziende della GDO ad interessarsi sempre più ai social media: l’intento è alimentare la relazione con i clienti e sostenere lo sviluppo di modelli di business quali l’e-commerce e il social commerce.

L’articolo completo è stato pubblicato su Semrush [link].

TRA REALTÀ VIRTUALE E CHATBOT, L’UFFICIO NELL’ERA DELL’INDUSTRIA 4.0

Articolo tratto da Libero.it – 19 Settembre 2017

In azienda stanno entrando nuove tecnologie, che un giorno rimodelleranno non solo i sistemi di produzione ma anche le abitudini lavorative

 

Non è difficile immaginare in un futuro non troppo lontano come potrebbe evolversi il lavoro in ufficio. È sufficiente, ad esempio, mettere insieme le ultime innovazioni a disposizione dell’Industria 4.0. Oltre all’automazione e agli oggetti sempre connessi dell’Internet of Things, in azienda, infatti, cominciano ad entrare la stampa 3D e soprattutto l’intelligenza artificiale, il machine learning e le realtà virtuale e aumentata. Strumenti che rimodellano completamente gli attuali sistemi di produzione, che di massa e rigidi virano verso tecniche flessibili, e ridisegnano anche gli standard lavorativi.

 

L’ufficio 4.0

 

Partiamo con la realtà virtuale. Non è fantascienza se in futuro per prendere parte in una riunione basterà indossare un visore VR, senza neanche recarsi fisicamente in azienda. Un assistente intelligente ci ricorderà gli appuntamenti in calendario oppure ci leggerà le email: sarà sufficiente utilizzare la voce per rispondere ai messaggi in arrivo.

Così come appare probabile che in ufficio, nel giro di qualche anno, i classici schermi saranno sostituiti da display olografici e tecnologie di proiezione virtuale. Come assistente avremo, come visto, un chatbot dalle capacità di ragionamento quasi umane.

 

Anche l’intelligenza artificiale giocherà un ruolo importante nell’ufficio 4.0. Gli algoritmi potranno, ad esempio, aiutarci a concludere un progetto, suggerendoci possibili soluzioni. Così come sarà importante la stampa 3D, tecnologia sempre più utilizzata dalle aziende in fase di produzione. Con una stampante 3D potremmo sviluppare qualsiasi oggetto senza essere costretti a uscire dall’ufficio.

In azienda, inoltre, i badge saranno sostituiti da sistemi di riconoscimento biometrici, mentre ad attenderci davanti l’ingresso non ci sarà più security ma dei robot.

Articolo completo: https://tecnologia.libero.it/tra-realta-virtuale-e-chatbot-lufficio-nellera-dellindustria-4-0-15281

Kip, il chatbot per fare acquisti con le emoji

Kip, un programma di intelligenza artificiale, è un chatbot attraverso il quale è possibile effettuare acquisti grazie alle emoji. La tipologia di proposta di acquisto varia in base al target ed alla piattaforma su cui l’utente naviga.

Per approfondire, leggi qui: http://bit.ly/28Y9WoQ