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Sei un professionista? Ecco come utilizzare i social media

“Siamo entrati di fatto nell’era della trasparenza che obbliga tutti (dai professionisti alle manifestazioni sportive) a preoccuparsi della propria reputazione online e a controllare i commenti che corrono in rete.

Che fare dunque?

Ciò che può proteggere la reputazione online è solo il valore delle azioni che, giorno dopo giorno, si mettono in campo in modo autentico e la pianificazione di una vera e propria strategia che, sul piano organizzativo prima ancora che comunicativo, si concentri proprio su quegli aspetti maggiormente oggetto di commenti negativi online.

Il contributo di Andrea Boscaro a proposito di Professionisti che investono nei social media

La Unique Selling Proposition applicata al personal branding

La Unique Selling Proposition è un concetto pubblicitario inventato negli anno Quaranta che sembra, ormai, un po’ vecchio e superato.

Si tratta della tecnica secondo cui per pubblicizzare un prodotto rendendolo appetibile per il pubblico occorre prima di tutto individuare e poi comunicare in modo forte e convincente il suo “unico argomento di vendita”, cioè una caratteristica che sia solo sua, che lo renda forte e che lo contraddistingua rispetto alla concorrenza.

Ovviamente è implicito che questo fattore debba convincere quante più persone possibili ad acquistare quel determinato prodotto anziché un altro.

Come dicevamo, questo concetto in pubblicità è un po’ superato: negli anni se ne sono aggiunti altri, forse più efficaci o semplicemente diversi.

Tuttavia è un concetto importante da riprendere nel campo del personal branding.

Quando costruite la vostra immagine online, che siate dei liberi professionisti in cerca di clienti oppure siate in cerca di lavoro, vi state “vendendo” nel senso più positivo possibile del termine.

State di fatto mostrando il lato migliore di voi – si spera – affinché qualcuno vi noti e vi scelga in mezzo a tanti altri.

Dunque, sul vostro sito web, sulla vostra pagina Facebook o sul vostro profilo LinkedIn, state facendo una sorta di campagna pubblicitaria di voi stessi, cercando di convincere i vostri potenziali acquirenti.

Per questo il consiglio è quello di farvi la fatidica domanda: perché dovrebbero scegliere me?

In altre parole, cercate la vostra Unique Selling Proposition.

Può essere qualcosa che sapete fare meglio degli altri, uno stile che vi contraddistingue nel vostro modo di condurre gli affari, un tratto del vostro carattere che vi rende particolarmente apprezzabili dal punto di vista professionale o anche una passione che dice molto di voi e del vostro modo di essere.

La tendenza che si ha frequentando il web è spesso quella di uniformarsi. Non fatelo, siate originali, siate voi stessi, trovate la particolarità che vi rende unici e avrete molte più possibilità di farvi notare.

Luisa Casanova Stua

Trovare lavoro su Facebook. Occhio alla privacy, però

Giorni fa vi abbiamo parlato di Facebook Workplace uno strumento che abbiamo trovato piuttosto utile per facilitare lo scambio e l’interazione tra colleghi di una stessa azienda, sfruttando l’ormai proverbiale facilità d’uso del social network blu.

A quanto pare, però, Facebook è davvero interessata a presidiare il mondo professionale, rubando sempre più terreno a LinkedIn. Zuckerberg ha lanciato, infatti, in USA e Canada, “Facebook Jobs”, uno strumento che consentirà alle aziende di pubblicare offerte di lavoro direttamente sul social network e ai candidati di fare application semplicemente con il tasto “Apply now”, senza lasciare la piattaforma.

Facebook sa bene che proprio tra le sue pagine molti recruiter cercano informazioni sui candidati, per questo ha deciso di integrare questa nuova funzione, aspirando a diventare anche la piattaforma in cui si svolga il processo di ricerca e selezione online.

Ma cosa significa questo per chi sta cercando lavoro?

Sicuramente un più immediato accesso alle proposte: navighiamo su Facebook ogni giorno, più volte al giorno, e trovare lì le offerte di lavoro potendosi applicare senza nemmeno uscire dalla piattaforma sicuramente risulta più comodo e facile.

C’è anche un altro risvolto però: il profilo Facebook diventerà sempre più “pubblico” e meno “privato”, ciò equivale a dire che i recruiter saranno sempre più legittimati e, in un certo senso, spinti a curiosare sul vostro profilo per capire chi siete, cosa fate e cosa avete fatto fino ad ora nella vita.

Per cui ancora più attenzione andrà prestata a cosa pubblicate e, soprattutto, a come impostate i livelli di privacy sui vostri contenuti.

Perciò prendetevi qualche minuto per andare nella sezione “impostazioni” – “privacy” e stabilite con cura chi può vedere quello che avete pubblicato in passato e quello che pubblicherete in futuro.

Se volete accertarvi della situazione della vostra privacy su Facebook e verificare cosa e quanto sia visibile dall’esterno del vostro profilo, potete usare uno strumento come stalkscan.com: una sorta di “hacker etico”, come si autodefinisce, che scandaglia i profili Facebook dimostrando quanto ci sia di visibile dall’esterno.

Il personal branding è importante in rete, non fatevi cogliere impreparati, e scegliete bene quale immagine volete dare di voi.