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Sei un professionista? Ecco come utilizzare i social media

“Siamo entrati di fatto nell’era della trasparenza che obbliga tutti (dai professionisti alle manifestazioni sportive) a preoccuparsi della propria reputazione online e a controllare i commenti che corrono in rete.

Che fare dunque?

Ciò che può proteggere la reputazione online è solo il valore delle azioni che, giorno dopo giorno, si mettono in campo in modo autentico e la pianificazione di una vera e propria strategia che, sul piano organizzativo prima ancora che comunicativo, si concentri proprio su quegli aspetti maggiormente oggetto di commenti negativi online.

Il contributo di Andrea Boscaro a proposito di Professionisti che investono nei social media

Tono di voce: due domande per trovare “quello giusto”

Le occasioni e gli spazi di scrittura sul web si moltiplicano: che sia per raccontarci, per costruire il nostro personal branding o per parlare di un brand, siamo sempre più spesso alle prese con articoli per blog, post su Facebook o tweet.

In questo mare di scrittura, però, una cosa contraddistingue molto bene una voce dall’altra ed è il tono che si usa per comunicare.

Il tono di voce dipende strettamente da chi siamo – o chi è il nostro brand – e dal mezzo utilizzato per esprimersi: mantenere una coerenza attraverso tutti i canali di comunicazione, senza essere piatti o risultare fuori luogo, però, è impegnativo e per farlo è importante avere le idee ben chiare.

Innanzitutto, quindi, per decidere quale debba essere il proprio tono di voce sui vari canali occorre porsi due domande fondamentali:

  1. Chi parla: prima ancora di decidere cosa direte e come lo direte, stabilite qual è la voce che parlerà al vostro pubblico. Sarà un “noi” o un “io”?
    Questo è fondamentale per declinare al meglio qualsiasi contenuto e non perdere di vista l’identità propria o di brand.
    Sicuramente parlando al plurale l’idea di comunità di persone sarà accentuata, soprattutto sui social, e sarà più facile che chi legge si senta parte di un gruppo di persone con interessi comuni.
    Se a scrivere, invece, è un “io” si rafforza l’idea dell’individualità ed è più facile parlare, ad esempio, di se stessi come professionisti, artisti o artigiani.
  2. A chi parlate: ricordatevi che sui social la comunicazione non è mai broadcast, quindi chi parla è importante almeno quanto chi ascolta.
    Chiedetevi chi sono le persone con cui dialogherete, se sono un “voi”, quindi una community coesa, o un insieme di “tu”, domandatevi quali sono le chiavi per suscitare il loro interesse e coinvolgerli nella conversazione, quali sono gli argomenti che li appassionano o le informazioni che gli interessano.

Queste due domande vi serviranno per costruire un timone che vi permetterà di non sbagliare la rotta sia quando state scrivendo un post che quando state rispondendo ad un commento o state girando un video.

Ricordate: il tono di voce vi contraddistingue, quindi la coerenza e la consistenza sono fondamentali.

Tre strumenti per creare immagini e video per i social

Creare contenuti coinvolgenti è il primo passo per costruire una buona relazione con i vostri utenti, fidelizzandoli e accrescendo anche la vostra fan base.

L’elemento visuale è fondamentale per raccontare storie, presentare e descrivere prodotti e servizi e attirare l’attenzione del pubblico.

Foto, infografiche, video: sono tutti elementi indispensabili per arricchire i vostri piani editoriali.

Ma come fare per realizzare al meglio questi contenuti?

Sicuramente la prima scelta è quella di rivolgersi a dei professionisti, ma se questo non è possibile o, semplicemente, avete urgenza di creare un contenuto foto/video di buona qualità potete usare tool gratuiti o basso costo che trovate sul web.

Innanzitutto vi segnaliamo Canva: uno strumento ormai molto conosciuto e utilizzato che vi darà un grande supporto dal punto di vista grafico. Con Canva potete ridimensionare le immagini, realizzare post, grafiche per i social, presentazioni e molto altro attingendo ad una library di immagini ed elementi grafici sia a pagamento che gratuiti.

Per i video uno strumento utile è Rocketium: partendo da un costo base di 40$ al mese potrete caricare dei video ed elaborarli in diverso modo, tagliandoli anche tramite mobile app e aggiungendo immagini o grafiche in sovraimpressione ed esportare tutto nel formato che vi è più comodo.

Se avete bisogno, invece, di immagini di buona qualità ma non avete la possibilità di realizzarle o di acquistarle da banca immagini, una piattaforma utile è The Stocks che raccoglie immagini copyright free da diversi siti internet e mette a disposizione un buon motore di ricerca per rintracciare quelle più adatte allo scopo.

Provateli, smanettate, divertitevi e potrete realizzare contenuti che vi soddisfino e che vadano incontro alle esigenze del vostro pubblico.

Contro le bufale serve la fiducia del pubblico

Tramite i social media ci arrivano ogni giorno migliaia di informazioni: post dei nostri amici, contenuti di brand, articoli e notizie da varie testate di diverso genere.

Se tempo fa il problema era avere accesso alle informazioni – pensiamo a quando, per esempio, si doveva ricorrere per forza alla lettura dei quotidiani cartacei – oggi ciò che ci mette in difficoltà è il filtrarle, scremando quelle vere, interessanti e credibili da quelle che non lo sono.

Dopo la mobilitazione di diverse iniziative più o meno private e più o meno legate a testate giornalistiche, da qualche tempo anche Facebook ha annunciato la sua lotta senza quartiere alle cosiddette bufale, diventate ormai la materializzazione di tutto ciò che di cattivo e insidioso può nascondere internet.

Zuckerberg ha annunciato: “Siamo qualcosa di più di un semplice distributore di notizie. Siamo un nuovo tipo di piattaforma per il discorso pubblico”, evidentemente allarmato da una ricerca del Pew Research Center secondo cui il 23% degli intervistati negli Stati Uniti ha ammesso di aver condiviso notizie false e mentre il 16% di loro ha dichiarato di aver scoperto solo dopo che non fossero vere, ben il 24% lo ha fatto in coscienza, o per veicolare una certa posizione politica, oppure al contrario, per informare che si trattasse di una bufala.

A questo punto Facebook ha sferrato l’attacco inserendo tra le varie opzioni di segnalazione disponibile per i post anche quella dedicata alle bufale: gli utenti potranno segnalare una notizia falsa e il post a quel punto sarà inviato per la verifica al International Fact-Checking Network (IFCN) di Poynter.

Dopo il lancio dell’iniziativa negli Usa, lo stesso strumento di segnalazione sta arrivando in Europa, a partire dalla Francia.

Ma perché tutta questa paura delle bufale?

Perché attraverso i social passa sempre di più la costruzione delle opinioni di una massa critica di persone che agiscono e si muovono all’interno dello spazio sociale.

Una notizia falsa può aumentare o distruggere il consenso verso un leader o una parte politica, può cambiare la valutazione di diversi fatti, può, cosa forse meno grave a livello sociale, ma da tenere in considerazione per chi usa i social media per il proprio business, cambiare l’opinione e la considerazione che le persone hanno di un brand o un prodotto.

Come possono i brand mettersi al riparo dalle bufale?

La cattiva notizia è che non si può evitare che il proprio brand venga preso di mira da notizie o informazioni false fatte girare sui social media, la buona notizia è che ci si può conquistare la fiducia dei propri clienti o potenziali tali anche su web.

Farlo è, relativamente, semplice, occorre, come in tutti i rapporti che richiedano fiducia, dialogare con gli utenti, non considerarle semplici ricettori di messaggi, ma persone con cui instaurare un rapporto.

Se saprete raccontare il brand ai clienti senza mentire, cioè essendo molto onesti e, per esempio, scusandovi quando un prodotto o un servizio non hanno mantenuto la promessa e rimediando qualora ci fossero stati dei disservizi, le persone apprezzeranno la vostra apertura e sapranno che di voi possono fidarsi.

Nel trasmettere i messaggi che reputate utili alla costruzione della vostra brand awareness occorre tenere presente che state parlando ad un pubblico che vuole sapere chi siete, quali sono i vostri valori di marca, che tradizione avete alle spalle, chi sono le persone che lavorano per quel brand.

Mostrate il vostro lato umano, dialogate con le persone e nessuna bufala vi farà più paura, perché avrete dalla vostra parte la fiducia dei vostri clienti.

Engagement: una metrica fondamentale per i social media

Parlando di KPI sui social media, in molti sono ancora convinti che il numero di fan di una pagina sia la metrica più significativa, in realtà una community numerosa ma poco attiva e coinvolta non è un valore così importante per il brand.

Una fanbase che risponde attivamente ai contenuti, crea valore aggiunto per il brand.

Per misurare il coinvolgimento della community si utilizza una metrica specifica: l’engagement rate.

Engagement in italiano si traduce coinvolgimento ed, in effetti, è proprio l’indicatore che misura quanto i fan della pagina sono attivi e coinvolti nella conversazione con il brand.

Un engagement alto è sinonimo di una community attiva, che riconosce il valore dei contenuti del brand, risponde e interagisce con essi creando a sua volta altri contenuti, crea e partecipa a discussioni facendo della pagina un punto d’incontro e di scambio tra persone con interessi simili.

Tutto questo si traduce in fan che diventano non solo potenziali o effettivi clienti, ma addirittura possono trasformarsi in veri e propri brand ambassadors fidelizzati e attivi.

Per calcolare l’engagement rate, cioè il tasso percentuale di interazione su una pagina, esistono vere e proprie formule che possono essere sintetizzate in quella pubblicata da The Online Advertising Guide:

engagement

Come scegliere l’hashtag giusto

Le parole sono importanti, anche sui social network. E su certe piattaforme come Instagram o Twitter, lo sono ancora di più gli hashtag.

Scegliere l’hashtag giusto può implicare un aumento sensibile della visibilità dei vostri post. Scegliere l’hashtag giusto significa finire nel flusso di notizie corretto e quindi raggiungere l’audience di vostro interesse.

Ma come si scelgono gli hashtag?

Innanzitutto evitate di trasformare le vostre call to action in una sequela di hashtag inutili, #mettere #un #cancelletto #per #ogni #parola non solo è poco utile, ma rischia di rendere decisamente poco leggibili i vostri contenuti e farvi apparire come dei principianti dei social.

Gli hashtag servono per far trovare meglio i propri contenuti, dunque non hanno valore di per sé, ma solo nell’ambito dei motori di ricerca interni di ogni piattaforma.

Il testo del post deve essere ben distinto dagli hashtag, vostra scelta se dividerli anche fisicamente con uno o più spazi, ma, in ogni caso, gli hashtag vanno messi alla fine del testo, a meno che non ci siano parole utilizzabili come hashtag già nel testo stesso. La parola d’ordine è nessuna forzatura.

Per esempio va bene dire “Vi auguriamo il buongiorno con un buon #caffè” meno corretto dire “Vi auguriamo buongiorno con un buon #caffè #coffee #espresso”

Non esagerate con il numero degli hashtag e sceglieteli coerenti con il vostro contenuto. Gli hashtag generici potrebbero permettere al vostro contenuto di apparire in un numero maggiore di ricerche, ma probabilmente non sarebbe utile per raggiungere il target di utenti che vi interessa.

Per esempio, siete sicuri che #picoftheday sia in linea con il vostro posizionamento?

Quali tool possono aiutare a scegliere l’hashtag giusto?

Innanzitutto vi consigliamo di farvi un giro sul caro Google Trends: inserite il termine che intendete utilizzare come hashtag e osservate quanto interesse sto generando in questo momento sul web in generale.

googletrends

Ritetag, invece, è uno strumento più specifico: si tratta di un’estensione di Google Chrome che, inserendo un hashtag, vi dirà quanto è utilizzato e, quindi, se vale la pena utilizzarlo oppure no.

hashtag

Hashtagify.me, invece, vi indica quali sono i 10 top hashtag associati a quello che vorreste utilizzare.

hashtag

Non dimenticatevi, infine, di creare un hashtag specifico per il vostro brand, in modo che gli altri utenti possano utilizzarlo quando postano contenuti legati a voi.

 

Come funziona il nuovo LinkedIn page admin

Da qualche giorno LinkedIn ha introdotto delle novità nella esperienza d’uso per gli utenti – non ancora diffuse per tutti i profili – che mirano a semplificare l’interazione con la piattaforma.

Tra i vari cambiamenti c’è da segnalare quello nella modalità di amministrazione delle pagine.

Cliccando in alto a destra sotto la miniatura della propria foto profilo, si può scegliere la voce “Manage company page” ed essere reindirizzati alla piattaforma di gestione:

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Vi apparirà come prima cosa la schermata degli aggiornamenti dove potrete inserire news, link e foto e monitorare gli insight della settimana sulla colonna di sinistra.

Linkedin

Sopra potete poi selezionare “Overview” che vi darà accesso alla schermata da cui è possibile cambiare foto profilo e cover e aggiornare la sezione informazioni.

Linkedin

Ancora, “Analytics” vi porta all’area in cui sono raccolti i dati sulla vostra pagina. Da qui potrete monitorare l’andamento dell’engagement e della reach, i followers con i relativi dati anagrafici e le performance dei contenuti.

Sempre da qui, potete accedere alla sezione Advertising.

Linkedin

 

Infine c’è la sezione “Notifiche” che raccoglie tutte le attività degli utenti sulla vostra pagina e i relativi contenuti.

linkedin

Come vi sembra questa nuova interfaccia di LinkedIn?

#PartyLikeADeejay trionfa sui social

Mercoledì sera abbiamo partecipato a Torino a una grande festa, quella per i 35 anni di Radio DEEJAY, insieme a 13mila fan accorsi per vedere e ascoltare Linus, Albertino, Nicola Savino, Fabio Volo e la altre voci della radio al PalaAlpitour di Torino.

Sold out in pochi giorni, l’evento è stato seguito dalla diretta live su Facebook da oltre 1 milione di persone, con un picco di 25mila utenti connessi in contemporanea, 250mila interazioni generate e un post che ha raggiunto i 4.5 milioni di contatti.

 

Durante il corso della serata, dalle 21 alle 24, tutti i contenuti relativi alle festa, postati su FB dalla redazione di deejay.it, hanno sviluppato oltre 9 milioni di contatti.

Anche gli altri social hanno ottenuto risultati notevoli.

Circa 9 milioni di persone hanno visto l’hashtag #PARTYLIKEADEEJAY che ha raggiunto il numero 1 tra le tendenze su Twitter, ed è rimasto trending topic per 12 ore consecutive.

Su Instagram in 50.000 hanno seguito le stories della festa.

DEEJAY si conferma così leader nell’intrattenimento anche sui social media, con circa 11 milioni di contatti tra tutti i canali social della radio.

“Sono felice al confine con il commosso”, dice Linus, “e quello che mi rende più orgoglioso è stato aver riempito un palazzetto solo con la nostra credibilità, senza spendere nomi di artisti di nessun genere. Come avrebbe detto il Barone Frankenstein, si può fare. Basta essere Radio Deejay”.

Cosa possono imparare i brand da Beyoncé e la sua foto su Instagram

Ebbene sì: Beyoncé ci annuncia che è felicissima perché sta per diventare mamma di due gemelli. E lo fa attraverso Instagram.

La vera notizia, però, è che la foto della neomamma in posa con il pancione, contornata da una corona di fiori e con in testa un velo dal sapore vagamente raffaellesco, ha ottenuto in poche ore 7milioni e 600mila like e oltre 375mila commenti.

Potremmo interrogarci sul perché una celebrità voglia affidarsi proprio a Instagram per annunciare un fatto così importante e, probabilmente, ci risponderemmo che i social media sono le nuove fonti di informazione per eccellenza.
Perché passare attraverso uffici stampa, portavoce, comunicati, giornalisti e quant’altro, quando si possono raggiungere direttamente i propri fan e parlare a loro della propria felicità e gratitudine?

Beyoncé non ha inventato nulla, già Bar Rafaeli e Pink, tra le altre, avevano parlato della loro gravidanza proprio attraverso i social media.

La vera domanda, allora, è: quale insegnamento possono trarre i brand da questo uso tutto vip di utilizzare i social?

La gravidanza è la notizia personale per eccellenza, passare attraverso i social media per parlarne ai propri fan è come aprir loro la porta sul proprio mondo, farli sbirciare, dargli l’impressione di essere “di casa” e non estranei.

Ecco, è proprio qui che i brand hanno qualcosa da imparare: aprire la porta ai propri utenti al “dietro le quinte” al “come siamo veramente” darà all’azienda che comunica su Facebook il vantaggio di mettersi sullo stesso piano dei propri fan e clienti.
Aprire una porta su un backstage, raccontare qualcosa di interessante o divertente del modo quotidiano di lavorare, parlare dei propri valori e di quello che li ispira dando agli utenti dei contenuti originali e coinvolgenti.
In questo modo i fan della pagina Facebook e Instagram accederanno a un mondo che si svela solo per loro, si sentiranno coinvolti nella storia del brand e quindi spinti a diventare dei veri e propri brand ambassador.

COME AGGIUNGERE UN LIVE CONTRIBUTOR ALLA PAGINA FACEBOOK

I video live sono la tendenza del momento sui social.
Arricchire il piano editoriale della propria pagina Facebook con questo genere di contenuti è una strategia vincente per creare occasioni nuove e interessanti di contatto con gli utenti.

Può capitare, però, che per girare un video live serva il contributo di una persona che non è tra gli amministratori della pagina. Come fare allora?

Assolutamente sconsigliato aggiungere quella persona agli amministratori della pagina se non fa parte della vostra azienda o del team di lavoro: si potrebbero facilmente creare degli inconvenienti poco piacevoli per entrambe le parti.

La soluzione c’è e si chiama “live contributor”: un nuovo ruolo che Facebook ha inserito tra quelli assegnabili da una pagina.

Come si fa a nominare una persona “live contributor”?

Innanzitutto cliccare in alto a destra alla voce “Impostazioni” o “Settings”:

live video

 

A questo punto scegliere la voce “Ruoli della pagina” o “Page Roles” dal menù a sinistra:

live video

A questo punto assegnare un nuovo ruolo della pagina inserendo l’indirizzo email della persona in questione e selezionando “Live contributor” dal menù a tendina.

live video

Ora non vi resta che mandare online i primi live video.

Real Time Marketing: come, quando e perché

Il Real Time Marketing, ovvero l’arte di saper sfruttare un avvenimento o una tendenza in voga in tempo reale, per fare comunicazione, si sta sempre più affermando sul web, in particolare sui social media.

“Essere sul pezzo”, come si dice in gergo, ossia tenersi aggiornati sui fatti che accadono nel mondo e suscitano una vasta eco, monitorare i trending topic, seguire l’andamento delle conversazione degli utenti del world wide web a proposito di certi argomenti, è vitale per ogni buon social media marketer che si rispetti.

L’occasione per veicolare un messaggio di successo, che susciti un alto livello di engagement legando il brand all’attualità è golosa e, spesso, è dietro l’angolo. Basta saperla sfruttare.

Ma come fare a riconoscere l’occasione giusta?

La parola chiave è, innanzitutto, ascolto della rete. La cosa più sbagliata che possa fare chi lavora sui social è concentrarsi solo sul proprio brand o sulla propria pagina senza prestare attenzione a ciò che accade intorno, nel vasto mare di internet.

Aprite le orecchie, anzi, gli occhi, utilizzate tutti gli strumenti di monitoraggio del web che avete a disposizione, ma soprattutto non dimenticatevi di farvi una buona lista di influencers da seguire.

È sempre opportuno fare real time marketing?

No, non lo è. Il RTM è un ottimo strumento per sfruttare argomenti già popolari in modo da aumentare la reach e l’engagement dei post, che saranno probabilmente visti da un pubblico molto più ampio di quello della vostra pagina (purché utilizziate gli hashtag giusti), ma va dosato con attenzione nella ricetta della strategia di social media marketing.

Gli elementi essenziali che occorre accertarsi di avere, prima di decidere di pubblicare un post di real time sono:

– Un messaggio originale e creativo: non fate un post solo per poter sfruttare l’onda, assicuratevi che sia comunque un buon contenuto

– Un argomento che sia in linea con i valori e lo stile di comunicazione del vostro brand: non forzatevi, se l’occasione non fa al caso vostro non cercate di sfruttarla in qualsiasi modo, potrebbe essere controproducente. Ce ne saranno altre più ghiotte e, soprattutto, di più adatte.

– Assicuratevi che l’engagement della vostra pagina sia comunque già alto: il RTM non fa miracoli, se i vostri post non hanno molte interazioni, sarà comunque difficile che facciano parlare di sé anche se si agganciano ad una tendenza del momento.

– Non pensate di dover essere per forza i primi: ammesso che ci sia una competizione, tenete presente che non vince chi è più veloce a pubblicare, ma chi studia un messaggio migliore e più originale.

 

Il real time marketing è uno strumento in mano ai social media manager e, come tale, va usato nel giusto modo, dosandolo nella giusta misura nella strategia di comunicazione della pagina.

Come invitare i likers dei post a diventare fan delle pagine

Raccogliamo con piacere la segnalazione della nostra formatrice Daniela Cerquetti e sperimentiamo una nuova feature di Facebook con cui vi invitiamo a fare conoscenza.
Da qualche giorno, infatti, se siete amministratori di una pagina potete cliccare sui likers dei vostri post, in corrispondenza dell’icona del famoso pollice, e vedrete comparire un box come quello sottostante tramite il quale potrete invitare quelle stesse persone a diventare fan della vostra pagina.

Ovviamente per aumentare i fan delle pagine è sempre consigliabile una buona content strategy e un’attività di dialogo costante con le persone, ma questo tool messo ora a disposizione da Facebook può rivelarsi un buon modo per rintracciare contatti che si siano dimostrati interessati ai vostri contenuti.

Ora…buon lavoro a tutti i social media manager, che durante le vacanze avranno un bel da fare a scorrere tra vecchi post per invitare nuovi fan!