L’esplosiva crescita dell’eCommerce di prodotto (+45% nel 2020 rispetto al 2019, secondo il Politecnico di Milano) ha ulteriormente posto l’attenzione su un tema – la sua sostenibilità ambientale – in relazione al quale cresce la sensibilità sia da parte dei consumatori che dei merchant.

Non è un caso che a livello europeo emergano ricerche approfondite e raccolte di buone pratiche che possono incidere non solo sull’ambiente, ma anche sulla fiducia da parte del mercato che, durante il mesi della quarantena, ha indubbiamente preso maggiore confidenza nei confronti di tutti gli aspetti del commercio elettronico.

Da una di tali ricerche, si possono osservare le diverse aree che debbono essere affrontate per ridurre l’impatto dell’eCommerce ed esse sono le seguenti:

  • Il materiale usato per gli imballaggi e l’eventuale adozione di confezioni riutilizzabili;- l’ottimizzazione della loro dimensione rispetto al prodotto contenuto;
  • La fornitura di opzioni di consegna maggiormente sostenibili per l’ambiente così da accrescere la sensibilità da parte degli acquirenti:
  • La gestione dei resi ed in particolare le politiche di smaltimento dell’invenduto;
  • Lo sviluppo di iniziative di ricondizionamento e di economia circolare di fronte ai prodotti non più vendibili;
  • L’allestimento di una rete di pick-up point così da ridurre le emissioni derivanti dalle consegne a domicilio;
  • La predisposizione di strumenti di consegna “green” nell’ultimo miglio, soprattutto nei centri urbani (es. veicoli elettrici, biciclette);- l’uso di tecniche e software di efficientamento delle consegne;
  • La comunicazione nei confronti di consumatori di certificazioni di rispetto dell’ambiente;
  • La scelta di servirsi di fornitori “a chilometro zero” e di commercializzare prodotti realizzati in modo sostenibile.

Consapevoli del fatto che molta parte della sostenibilità dell’eCommerce ha a che fare con la supply chain…

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