Cosa sono – davvero – le impression

Il numero di Impression è una metrica importante per valutare le performance dei contenuti web.

Le impression rappresentano il numero di volte che un contenuto, un video, una pagina web, un banner o qualsiasi altro contenuto web hanno avuto la possibilità di essere visualizzati dagli utenti.

Sui social media le impression contano il numero di volte che un contenuto ha avuto la possibilità di essere visto da un certo pubblico.

In Google Adwords viene conteggiata una impression ogni volta che l’annuncio viene pubblicato su Google o sulla Rete Google.

La definizione tecnica che lo IAB dà delle impression è la seguente: una misura delle risposte date da un sistema di ad delivery, alle richieste di ad inviate dal browser dell’utente. La richiesta è filtrata dall’attività robotica ed è registrata nell’ultima fase del processo di consegna del materiale creativo al browser dell’utente, ovvero nel momento in cui l’utente ha l’opportunità (eventuale) di vedere l’annuncio.

Le impression – al contrario della reach – non conteggiano gli utenti unici, ma il numero stimato di visualizzazioni, ciò significa che se uno stesso utente vede un contenuto due volte, le impression conteggiate saranno, appunto, due.

Sul web è frequente che le inserzioni vengano pagate per impression: le impression pubblicitarie sono il conteggio delle visualizzazioni di ogni singola pubblicità da parte dell’utente, tecnicamente ogni volta che un browser carica la pagina in cui è pubblicato il vostro annuncio, il sistema rileva una impression.

Questa misurazione non tiene conto di quanti utenti abbiano cliccato su un annuncio sponsorizzato o abbiano poi effettivamente compiuto l’azione descritta nella call-to-action.

Strettamente correlato a impression è la viewability.

La viewability è l’unità di misura che calcola a quanti utenti effettivamente è stato mostrato nella porzione di monitor dove stanno navigando, l’annuncio pubblicitario.

È una metrica importante dal momento che, a differenza di altri mezzi dove la pubblicità è spesso un interruzione alla fruizione del contenuto, su internet un banner viene mostrato nella stessa pagina.

Nelle nostre abitudini di navigazione appena arrivati su una pagina tendiamo a fare qualche scroll per iniziare a fruire del contenuto; ecco dunque che un banner in testa alla pagina, per esempio un leaderboard, avrà una scarsa viewability dal momento che sparirà dalla visione dell’utente.

Misurare la viewability effettiva delle impression acquistate è fondamentale per capire non solo quanti utenti ci hanno potuto vedere (Opportunity to see o OTS) ma quanti effettivamente ci hanno visto.

 

Engagement: una metrica fondamentale per i social media

Parlando di KPI sui social media, in molti sono ancora convinti che il numero di fan di una pagina sia la metrica più significativa, in realtà una community numerosa ma poco attiva e coinvolta non è un valore così importante per il brand.

Una fanbase che risponde attivamente ai contenuti, crea valore aggiunto per il brand.

Per misurare il coinvolgimento della community si utilizza una metrica specifica: l’engagement rate.

Engagement in italiano si traduce coinvolgimento ed, in effetti, è proprio l’indicatore che misura quanto i fan della pagina sono attivi e coinvolti nella conversazione con il brand.

Un engagement alto è sinonimo di una community attiva, che riconosce il valore dei contenuti del brand, risponde e interagisce con essi creando a sua volta altri contenuti, crea e partecipa a discussioni facendo della pagina un punto d’incontro e di scambio tra persone con interessi simili.

Tutto questo si traduce in fan che diventano non solo potenziali o effettivi clienti, ma addirittura possono trasformarsi in veri e propri brand ambassadors fidelizzati e attivi.

Per calcolare l’engagement rate, cioè il tasso percentuale di interazione su una pagina, esistono vere e proprie formule che possono essere sintetizzate in quella pubblicata da The Online Advertising Guide:

engagement

Cosa sono e come funzionano le AMP

AMP, ovvero Accelareted Mobile Pages, sono delle pagine web che grazie ad uno speciale codice – HTML AMP – si caricano in media 4 volte più velocemente di quelle tradizionali e utilizzano fino a 10 volte meno dati.

Questo tipo di pagine sono ottimizzate per la velocità e, quindi, perfette per la visualizzazione da device mobili.

La tecnologia AMP è stata inventata da Google proprio per ovviare al problema del caricamento lento delle pagine web da mobile.

Proprio la lentezza di caricamento, infatti, fa sì che molti utenti rinuncino a consultare un sito web: il tasso di abbandono supera il 25% quando il tempo di risposta di un sito o di una pagina supera i 4 secondi.

Avere un sito web che sia fruibile comodamente e velocemente anche da mobile è fondamentale per brand e aziende.

Ma come funziona l’AMP per gli utenti?

Navigando su Google con il proprio smartphone, se alla ricerca è associato un numero di risultati sufficiente, Google stesso fa apparire nella schermata principale un carosello di preview di contenuti che aiuterà l’utente a trovare immediatamente quelli sviluppati in AMP.

Marketing digitale e e-commerce per i beni di largo consumo

Siamo felici di annunciare la nostra collaborazione con Academy, il department di GS1 Italy dedicato alla formazione aziendale, per la realizzazione di due nuovi corsi sul tema “Il marketing digitale e l’e-commerce per i beni di largo consumo”, uno dedicato all’Industria ed uno ai Retailer.

I due nuovi percorsi formativi sono ideati per i professionisti dell’Industria e della Distribuzione che vogliono approfondire i temi del marketing digitale e dell’e-commerce.

«I media digitali stanno rivoluzionando il mondo del largo consumo, non solo in virtù dello sviluppo del commercio elettronico, ma anche grazie ai social media che oggi per chi opera nell’e-commerce rappresentano veri e propri ambienti di comunicazione con i consumatori» commenta Paolo Fregosi, external relations director di GS1 Italy. «Il futuro delle aziende passa anche attraverso le loro capacità di costruire strategie digital efficaci e questi nuovi corsi sono pensati per dare alle aziende gli strumenti per affrontare questa sfida».

I due nuovi corsi di Academy permettono di comprendere le opportunità e le modalità del marketing digitale, di approfondire, sul piano strategico, l’uso del digitale da parte di e-tailer italiani e internazionali e di individuare le azioni digital più adatte per raggiungere i propri obiettivi di business.

In particolare, i partecipanti possono acquisire competenze su:

  • Il mercato: numeri, modelli e trend dell’e-commerce in Europa e le dinamiche rispetto al retail tradizionale.
  • Le strategie digital nell’ambito dello store marketing, con l’analisi di casi di: Qr code in-store e on-shelf, realtà aumentata, realtà virtuale e video immersivi, digital signage, Ibeacons e rfid, shoppable content e tecniche di gamification in-store, couponing digitale e drive to store, recensioni e raccomandazioni di prodotto, e-label, virtual test e strategie di show-rooming, radio, wifi, app mobile e altre promozione digitali in-store.

Il corso per il Retail, inoltre, offre un approfondimento dedicato ai pure player online e ai retailer multicanale, verticali e orizzontali, e il confronto tra modelli multichannel e omnichannel.
Entrambi i corsi sono disponibili sia in versione multiclient in aula sia direttamente in azienda, e prevedono role playing, business game ed esercitazioni.

«Questi due nuovi corsi saranno un valido strumento per comprendere come vendere di più e soddisfare al meglio i propri clienti attraverso il web. Per questo, osserveremo come promuovere i prodotti nell’ambito delle property digitali degli attori della grande distribuzione e dei player nativi digitali come Amazon, impareremo come realizzare la scheda prodotto di uno store online per ottimizzarne gli aspetti di conversione in acquisto e di “discoverability” e come perfezionare l’uso degli spazi di comunicazione sul sito, sulle newsletter e nei social dei Retailer per le operazioni di native advertising» dichiara Andrea Boscaro, fondatore e partner di The Vortex.

Per informazioni sul corso per l’Industria: http://gs1it.org/servizi/academy/catalogo-corsi/marketing-digitale-e-commerce-largo-consumo-industria/

Per informazioni sul corso per i Retailer: http://gs1it.org/servizi/academy/catalogo-corsi/marketing-digitale-e-commerce-largo-consumo-retailer/

Cosa possono imparare i brand da Beyoncé e la sua foto su Instagram

Ebbene sì: Beyoncé ci annuncia che è felicissima perché sta per diventare mamma di due gemelli. E lo fa attraverso Instagram.

La vera notizia, però, è che la foto della neomamma in posa con il pancione, contornata da una corona di fiori e con in testa un velo dal sapore vagamente raffaellesco, ha ottenuto in poche ore 7milioni e 600mila like e oltre 375mila commenti.

Potremmo interrogarci sul perché una celebrità voglia affidarsi proprio a Instagram per annunciare un fatto così importante e, probabilmente, ci risponderemmo che i social media sono le nuove fonti di informazione per eccellenza.
Perché passare attraverso uffici stampa, portavoce, comunicati, giornalisti e quant’altro, quando si possono raggiungere direttamente i propri fan e parlare a loro della propria felicità e gratitudine?

Beyoncé non ha inventato nulla, già Bar Rafaeli e Pink, tra le altre, avevano parlato della loro gravidanza proprio attraverso i social media.

La vera domanda, allora, è: quale insegnamento possono trarre i brand da questo uso tutto vip di utilizzare i social?

La gravidanza è la notizia personale per eccellenza, passare attraverso i social media per parlarne ai propri fan è come aprir loro la porta sul proprio mondo, farli sbirciare, dargli l’impressione di essere “di casa” e non estranei.

Ecco, è proprio qui che i brand hanno qualcosa da imparare: aprire la porta ai propri utenti al “dietro le quinte” al “come siamo veramente” darà all’azienda che comunica su Facebook il vantaggio di mettersi sullo stesso piano dei propri fan e clienti.
Aprire una porta su un backstage, raccontare qualcosa di interessante o divertente del modo quotidiano di lavorare, parlare dei propri valori e di quello che li ispira dando agli utenti dei contenuti originali e coinvolgenti.
In questo modo i fan della pagina Facebook e Instagram accederanno a un mondo che si svela solo per loro, si sentiranno coinvolti nella storia del brand e quindi spinti a diventare dei veri e propri brand ambassador.

Cosa sono e come funzionano gli Ad Blocker

Gli AD BLOCKER sono sistemi di filtraggio delle pubblicità sul web che sostanzialmente rimuovono dai nostri strumenti di navigazione i messaggi pubblicitari di diversi formati: banner, pop-up, video, etc.

Sempre più utenti decidono di far ricorso a questi strumenti per mettersi al riparo da messaggi pubblicitari troppo invadenti. Secondo IAB, il 25% degli italiani utilizza un AdBlocker.

Questo mette a dura prova alcune strategie di web marketing e spinge i brand ad orientarsi verso diversi strumenti di comunicazione, prima tra tutte il native advertising.

Real Time Marketing: come, quando e perché

Il Real Time Marketing, ovvero l’arte di saper sfruttare un avvenimento o una tendenza in voga in tempo reale, per fare comunicazione, si sta sempre più affermando sul web, in particolare sui social media.

“Essere sul pezzo”, come si dice in gergo, ossia tenersi aggiornati sui fatti che accadono nel mondo e suscitano una vasta eco, monitorare i trending topic, seguire l’andamento delle conversazione degli utenti del world wide web a proposito di certi argomenti, è vitale per ogni buon social media marketer che si rispetti.

L’occasione per veicolare un messaggio di successo, che susciti un alto livello di engagement legando il brand all’attualità è golosa e, spesso, è dietro l’angolo. Basta saperla sfruttare.

Ma come fare a riconoscere l’occasione giusta?

La parola chiave è, innanzitutto, ascolto della rete. La cosa più sbagliata che possa fare chi lavora sui social è concentrarsi solo sul proprio brand o sulla propria pagina senza prestare attenzione a ciò che accade intorno, nel vasto mare di internet.

Aprite le orecchie, anzi, gli occhi, utilizzate tutti gli strumenti di monitoraggio del web che avete a disposizione, ma soprattutto non dimenticatevi di farvi una buona lista di influencers da seguire.

È sempre opportuno fare real time marketing?

No, non lo è. Il RTM è un ottimo strumento per sfruttare argomenti già popolari in modo da aumentare la reach e l’engagement dei post, che saranno probabilmente visti da un pubblico molto più ampio di quello della vostra pagina (purché utilizziate gli hashtag giusti), ma va dosato con attenzione nella ricetta della strategia di social media marketing.

Gli elementi essenziali che occorre accertarsi di avere, prima di decidere di pubblicare un post di real time sono:

– Un messaggio originale e creativo: non fate un post solo per poter sfruttare l’onda, assicuratevi che sia comunque un buon contenuto

– Un argomento che sia in linea con i valori e lo stile di comunicazione del vostro brand: non forzatevi, se l’occasione non fa al caso vostro non cercate di sfruttarla in qualsiasi modo, potrebbe essere controproducente. Ce ne saranno altre più ghiotte e, soprattutto, di più adatte.

– Assicuratevi che l’engagement della vostra pagina sia comunque già alto: il RTM non fa miracoli, se i vostri post non hanno molte interazioni, sarà comunque difficile che facciano parlare di sé anche se si agganciano ad una tendenza del momento.

– Non pensate di dover essere per forza i primi: ammesso che ci sia una competizione, tenete presente che non vince chi è più veloce a pubblicare, ma chi studia un messaggio migliore e più originale.

 

Il real time marketing è uno strumento in mano ai social media manager e, come tale, va usato nel giusto modo, dosandolo nella giusta misura nella strategia di comunicazione della pagina.

Instagram lancia Carousel per gli inserzionisti

Una recente ricerca dimostra che inserire video all’interno di una campagna adv, porta ad avere una maggiore interazione rispetto ad un’altra che contenga solo ed esclusivamente foto statiche. Lo ha capito bene Instagram che dopo aver riscontrato un incremento dell’utilizzo dei video del 40% da parte dei suoi utenti, ha pensato bene di introdurre un nuovo formato video per gli inserzionisti: Carousel.
Grazie a questo nuovo formato, gli inserzionisti possono ora creare annunci e campagne che contengano fino a 5 contenuti distribuiti tra foto e video per uno story telling più ricco e completo. Tra i primi brand che hanno sperimentato questo nuovo formato troviamo, a livello globale: Taco Bell, Macy’s e AirBnB.
Link all’articolo: bit.ly/1Wj7g8Z

Airbnb e la stanza da letto di Van Gogh

Per chi ama organizzare le proprie vacanze prenotando online, Airbnb è una tra le piattaforme di riferimento. Permette di prenotare alloggi e di prendere contatto direttamente con l’affittuario dell’appartamento, visualizzare la casa, i servizi offerti e la zona in cui è situata.

Se siete in zona Chicago e amate l’arte, più che con il “classico” affittuario, non perdete l’occasione di contattare direttamente… Van Gogh! Per promuovere la mostra del celebre pittore allestita presso l’Art Institute, nel quartiere River North di Chicago è stata ricreata la famosa “La Camera da Letto”.

Vincent, questo il nome dell’host su Airbnb, dichiara: “Questa camera… e ‘decorata in stile post-impressionista e ricorda il sud della Francia e dei tempi passati”. Vincent chiede solo $ 10 perché ha necessità di comprare la vernice. E sarà felice di fornire ai suoi ospiti i biglietti per la “sua” mostra presso l’Art Institute di Chicago (qui il link alla pagina su Airbnb: bit.ly/1o9sg3X)

Per approfondire questa divertente e originale inziativa, leggi qui: huff.to/1Rq1X4D