L’AMORE AL TEMPO DEGLI SMARTPHONE

La chart di questa settimana fa il punto su un argomento tipicamente da ombrellone: la coppia e le sue nevrosi. Ma anche da un argomento così apparentemente lontano dal mondo digital, possiamo ricavare alcune osservazioni interessanti.

La gelosia non è stata inventata da Apple. Da sempre il senso di possesso, le insicurezze  o la curiosità morbosa fanno parte del rapporto tra partner in amore. Ma anche in questo campo, “changing media is changing business”.

C’è stato un tempo, fino agli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, in cui l’infedeltà viaggiava via “snail mail”. Il coniuge intercettava corrispondenza sospetta nella casella della posta, o rinveniva misteriose buste accartocciate nel cestino, o lettere dimenticate nella tasca di una giacca, e ogni tanto  proprio una missiva (anonima) lo metteva sull’avviso. Era l’epoca in cui Edoardo Vianello cantava “Non è un capello, ma un crine di cavallo” a proposito di controverso ritrovamento sul suo cappotto. Tutto molto analogico.

Successivamente, protagonista è stato il telefono. Il controllo sull’apparecchio telefonico fisso significava tagliare le possibilità di comunicazione tra coniuge infedele e amante. Le telefonate di controllo erano frequenti (“Dove sei?”, “Chiamami quando arrivi”…). Era l’epoca della canzone di Claudia Mori, in cui in risposta al suo melodioso canto d’amore, una voce maschile al telefono rispondeva “Buonasera dottore” e al termine della canzone chiudeva “Certamente, vengo subito da lei”.

La chart che vediamo ci dice che oggi lo strumento di controllo è lo smartphone, che si confemerma il nostro prolungamento, la nostra dimensione digitale più totalizzante. Più di un terzo della generazione dei Millenials (dai 18 ai 34 anni) legge di nascosto i messaggi sul cellulare del partner, almeno una volta alla settimana. Il 24% lo fa tutti i giorni. Anche in questo caso, con l’alzarsi dell’età, questo comportamento diventa meno frequente. Saggezza? Disinteresse subentrato? Meno confidenza con la tecnologia?

In ogni caso, siamo di fronte a un altro caso di violazione della nostra privacy. Solo che una volta tanto non sono i cattivoni della Silicon Valley o gli hacker a rubarci i dati, ma la nostra anima gemella. E anche in questo caso, il consiglio è sempre lo stesso. Usare password sicure e cambiarle spesso…

Safer Internet Day: il decalogo per difendersi in rete

La sicurezza online, soprattutto per i minori, è sempre più in pericolo, col crescere dell’abitudine ad essere connessi e condividere i più diversi aspetti della propria vita.

I rischi si moltiplicano con l’aumentare delle ore di connessione. Per questo nasce il Safer Internet Day (SID), la giornata mondiale per la sicurezza in Rete. Dietro il progetto, coordinato dai Safer Internet Centre (SIC) dei singoli Paesi, ci sono INSAFE e INHOPE (due network internazionali impegnati proprio nel campo della sicurezza online), supportati dalla Commissione Europea.

La frase simbolo della campagna di quest’anno è “Be the change: unite for a better internet“, che richiama l’attenzione sul ruolo attivo dei ragazzi nel preservare la propria sicurezza in rete.

Per mettersi al riparo, infatti, ci sono dei comportamenti da adottare nel frequentare i social media e internet in generale:

  • Non fidarti ciecamente di nessuno: anche se pensi che il tuo fidanzato o la tua migliore amica non ti tradiranno mai, non condividere con loro in chat cose che non vorresti rendere pubbliche.
  • Più del 10% dei minori intervistati dal Miur sull’argomento ha confessato di condividere online i propri segreti e soprattutto foto intime (il cosiddetto sexting, in voga soprattutto tra i più giovani). Non fatelo! E soprattutto non pubblicatele sui social. Non fidatevi delle chat che si “autodistruggono”, esistono gli screenshot e il vostro interlocutore potrebbe non essere solo nel momento in cui gli inviate certe immagini.
  • Non accettate link dagli sconosciuti: attenti a chi vi invia cosa, dietro a dei link che sembrano innocui potrebbero celarsi furti di identità o altri pericoli per la privacy e la sicurezza dei vostri dispositivi.
  • Attenzione a non passare troppo tempo online: il mondo dei social è fantastico, ma anche il mondo esterno ha i suoi pregi, non perdeteveli, continuate a vivere anche nella realtà vera, oltre che in quella virtuale.
  • Attenzione ai like e ai commenti: involontariamente potreste alimentare fenomeni di Cyberbullismo che prendono di mira persone più vulnerabili.
  • Se siete voi stessi vittime di cyberbullismo non sforzatevi di risolvere da soli la situazione, chiedete aiuto, parlatene: se vi isolate i bulli hanno già vinto.
  • Non usate linguaggio violento, non fatevi coinvolgere in discussioni troppo accese, soprattutto se a cercare la lite sono solo persone che vi hanno presi di mira.
  • Preferite le amicizie che siano almeno nate offline. Sul web possono nascere intese bellissime, ma attenzione a capire veramente chi è la persona con cui state parlando.
  • Non pubblicate nulla di cui in futuro potreste pentirvi, per esempio, nel momento in cui starete cercando lavoro o vorrete entrare in una scuola che sognate frequentare.
  • Adottate sempre il buonsenso e cercate di non mettervi in situazioni difficili.

Oltre a queste semplici regole, qui trovate un vero e proprio vademecum, messo a disposizione dal Safer Internet Centre italianohttp://bit.ly/2ll5pl1Una volte che terrete presenti tutti questi punti, riuscirete a godervi il meglio di questo fantastico universo che è il web che può essere sfruttato per conoscere nuove realtà, per informarsi, per formarsi, per alimentare la propria creatività e così via.

E voi, con quale scopo navigate?

WHATSAPP: quando ci si deve dare una regolata

Whatsapp è ormai la piattaforma di messaggistica più usata, anche in Italia dove il 68% degli utenti internet accedono regolarmente alla app (Fonte Audiweb) , seconda, per utilizzo, solo a Facebook.

Un fenomeno che di sicuro ha facilitato la comunicazione tra le persone, velocizzandole e smarcandole da tutta una serie di vincoli pratici legati ai vecchi sistemi di chiamate o messaggistica.

Ma siamo sicuri che ci siano solo aspetti positivi?

Ognuno di noi, ad esempio, avrà fatto la logorante esperienza di essere parte di un gruppo Whatsapp.

Gruppi dei genitori della scuola X, gruppi del calcetto, del poker, del cucito, gruppi di amici, di compagni di scuola, di colleghi e via dicendo, chi più ne ha più ne metta.

Essere iscritti anche solo ad un paio di gruppi del genere ci espone a centinaia di messaggi dal giorno che, perlopiù, spiace dirlo, passano inosservati a causa – o per merito – della famosa opzione “silenzia gruppo”.

Come mai siamo spesso così infastiditi dai gruppi?

I gruppi di Whatsapp sono a volte la brutta copia di conversazioni dal vivo, spesso allargate a persone che malapena si conoscono.

Da questo deriva che ci siano coloro che vogliono mettersi in mostra, spesso non apportando nessun contributo costruttivo, quelli che sembrano non aver ben chiaro lo scopo del gruppo per cui si rivelano spesso “fuori tema”, quelli che chiedono conferma di ogni cosa, quelli dalla condivisione compulsiva etc etc.

Così spesso ci si ritrova vittime di centinaia di messaggi non letti che si finisce per scorrere velocemente senza prestarvi troppa attenzione. Ed ecco che anche le comunicazioni importanti vengono inghiottite dal marasma di messaggini.

Come evitare tutto ciò?

È evidente che manchi un “galateo” dei gruppi Whatsapp condiviso e accettato universalmente, ma spesso basterebbe affidarsi al buon senso e ad alcune semplici regole.

Per esempio:

– non creare gruppi troppo grandi o eterogenei tra loro. Se dovete comunicare con più persone che non si conoscono alle quale inviate spesso messaggi simili utilizzate piuttosto le Liste Broadcast: liste di destinatari a cui inviare lo stesso messaggio ripetutamente.

– aggiungere ai gruppi solo le persone che abbiano dato il loro espresso consenso

– specificare sin dall’inizio – e ad ogni nuovo ingresso – qual è lo scopo del gruppo

– evitare di rispondere a domande a cui altri hanno già dato risposta

– evitare infinite sequele di risposte “sì”, “no”, “grazie” se non strettamente necessarie

– condividere con estrema parsimonia – a meno che non sia quello lo scopo del gruppo – meme, gif, video o immagini scherzose o eccessivamente ironiche

– evitare le conversazioni “a due”. Se volete rispondere solo ad una persona utilizzate la funzione “Risposta” che riporta insieme alla vostra risposta la citazione del messaggio originale, ripescandolo dalla lunga lista di messaggi pervenuti.

– non aspettatevi risposte immediate, anche se si tratta di questioni di lavoro urgenti: Whatsapp non è ancora riconosciuto e visto da tutti come uno strumento professionale, per cui i tempi di reattività potrebbero non essere così veloci. Se dovete risolvere qualcosa di urgente, meglio una chiamata.

– scrivere

una

parola

per

ogni

messaggio,

riversando sugli utenti del gruppo una valanga di notifiche, non è carino. Cercate di essere sintetici e arrivare dritti al punto.

…e tenete silenziate le chat!

 

 

 

Anche su Whatsapp arrivano emoji e disegni sulle foto

L’effetto Snapchat sta contagiando gli altri Social: Le Emoji arrivano su Whatsapp. Con le nuove funzioni grafiche per foto e video avremo la possibilità di scrivere e disegnare sulle immagini. I nuovi strumenti di modifica appariranno automaticamente e saranno rilasciate prima su dispositivi Android e a seguire su quelli iOS.

Per approfondire leggi quì: http://bit.ly/2dNI77V