Google Data Studio: un nuovo strumento per i report SEO

Lavorare sulla SEO significa anche fare dei report grazie ai quali monitorare l’efficacia della propria strategia.

Conoscendo l’importanza dell’analisi dei dati, Google ha messo a disposizione degli esperti SEO un nuovo connettore di Google Data Studio per Search Console: si tratta di una suite che permette l’implementazione dei dati della Search Anlytics di Search Console dentro il Google Data Studio.

Con Google Data Studio si possono aggregare i dati di Analytics e trasformarli in dashboard più complete ed esaustive.

La fonti da cui vengono presi i dati sono:

  • Fogli Google
  • Google Analytics
  • Google Adwords
  • Canale YouTube

Aggregando questi diversi dati si possono realizzare dei report basati su modelli preesistenti:

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Oppure creare report da zero

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Aggiungendo le fonti che si vogliono utilizzare e selezionando i relativi dati

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L’interfaccia è molto semplice ed intuitiva: si possono inserire grafici personalizzabili a piacere.

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Come per tutti gli strumenti di Google è poi possibile condividere direttamente i report con le persone interessate e modificarli online in tempo reale:

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Se volete iniziare ad utilizzare al meglio questo strumento, vi consigliamo di guardare anche questo video introduttivo: https://www.youtube.com/watch?v=6FTUpceqWnc

Instagram e i post multi-immagine: come usarli

Instagram ha recentemente introdotto la possibilità di creare post multi immagine, una sorta di carousel alla maniera di Facebook grazie ai quali si possono aggiungere diverse foto ad uno stesso post.

Si tratta di uno strumento interessante per chi vuole raccontare storie, descrivere prodotti o, per esempio, creare tutorial utilizzando proprio il celebre social network visuale.

Ma come si fa a creare questo tipo di post?

In realtà si tratta di un procedimento molto semplice.

Basta cliccare sul solito tasto in basso al centro con cui normalmente si aggiungono le foto su Instagram e apparirà un tasto con la dicitura “Seleziona più elementi”. Cliccandoci con il dito potrete selezionare dalla raccolta foto del vostro telefono fino a 10 foto o video da inserire nel post.

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A questo punto Instagram ci permette di scegliere un filtro per ognuna delle immagini oppure selezionare un unico filtro per tutte.

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Fatto questo potrete procedere come al solito alla scrittura del testo del post.

È importante ricordare che anche questo nuovo formato multi-contenuto di Instagram va utilizzato con attenzione e solo per scopi particolari in cui diverse immagini che si susseguono raccontino o spieghino qualcosa di particolare.

Facebook Audience Insights, uno strumento da usare sempre. Ecco perchè.

I social media manager si concentrano spesso su Facebook Insights, l’interfaccia che consente di osservare l’andamento della Pagina e le sue principali metriche, i liker, la reach oltre al rendimento dei singoli post e dei singoli video caricati. Utile, a questo proposito, effettuare l’export in excel di tali statistiche così da avere anche la frequenza con cui gli utenti sono stati esposti ai messaggi, un aspetto rilevante soprattutto quando i post e i video sono oggetto di una attività pubblicitaria.

Facebook Audience Insights è invece uno strumento differente e consente di avere tantissime informazioni sul nostro target: si tratta di un tool raggiungibile da questo link  o integrato fra le funzionalità di Business Manager e consente di monitorare alcuni comportamenti dei liker di una Pagina, la loro composizione demografica, la loro situazione lavorativa, il loro status sentimentale e la collocazione geografica che li riguarda, ma, ancor più le altre Pagine che seguono su Facebook.

Usare Audience Insights non in combinazione con una Pagina, ma per analizzare un particolare target su Facebook è poi utile per:

– vedere l’ampiezza di tale target (impostato per età, ubicazione geografica, sesso e interessi) in termini di utenti attivi mensili sul social network;
– comprenderne le caratteristiche personali;
– osservare le altre Pagine seguiti con i rispettivi indici di concentrazione.
Facebook Audience Insights è dunque un potentissimo strumento per tutti coloro che sul fronte del marketing, del business e della comunicazione non solo digitale hanno l’interesse a conoscere al meglio il proprio target ed a costruire in modo più pertinente sia il palinsesto dei contenuti con cui soddisfarne le curiosità sia aggiungere i filtri che possano rendere più precisa la pianificazione pubblicitaria.
Andrea Boscar

Come scegliere l’hashtag giusto

Le parole sono importanti, anche sui social network. E su certe piattaforme come Instagram o Twitter, lo sono ancora di più gli hashtag.

Scegliere l’hashtag giusto può implicare un aumento sensibile della visibilità dei vostri post. Scegliere l’hashtag giusto significa finire nel flusso di notizie corretto e quindi raggiungere l’audience di vostro interesse.

Ma come si scelgono gli hashtag?

Innanzitutto evitate di trasformare le vostre call to action in una sequela di hashtag inutili, #mettere #un #cancelletto #per #ogni #parola non solo è poco utile, ma rischia di rendere decisamente poco leggibili i vostri contenuti e farvi apparire come dei principianti dei social.

Gli hashtag servono per far trovare meglio i propri contenuti, dunque non hanno valore di per sé, ma solo nell’ambito dei motori di ricerca interni di ogni piattaforma.

Il testo del post deve essere ben distinto dagli hashtag, vostra scelta se dividerli anche fisicamente con uno o più spazi, ma, in ogni caso, gli hashtag vanno messi alla fine del testo, a meno che non ci siano parole utilizzabili come hashtag già nel testo stesso. La parola d’ordine è nessuna forzatura.

Per esempio va bene dire “Vi auguriamo il buongiorno con un buon #caffè” meno corretto dire “Vi auguriamo buongiorno con un buon #caffè #coffee #espresso”

Non esagerate con il numero degli hashtag e sceglieteli coerenti con il vostro contenuto. Gli hashtag generici potrebbero permettere al vostro contenuto di apparire in un numero maggiore di ricerche, ma probabilmente non sarebbe utile per raggiungere il target di utenti che vi interessa.

Per esempio, siete sicuri che #picoftheday sia in linea con il vostro posizionamento?

Quali tool possono aiutare a scegliere l’hashtag giusto?

Innanzitutto vi consigliamo di farvi un giro sul caro Google Trends: inserite il termine che intendete utilizzare come hashtag e osservate quanto interesse sto generando in questo momento sul web in generale.

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Ritetag, invece, è uno strumento più specifico: si tratta di un’estensione di Google Chrome che, inserendo un hashtag, vi dirà quanto è utilizzato e, quindi, se vale la pena utilizzarlo oppure no.

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Hashtagify.me, invece, vi indica quali sono i 10 top hashtag associati a quello che vorreste utilizzare.

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Non dimenticatevi, infine, di creare un hashtag specifico per il vostro brand, in modo che gli altri utenti possano utilizzarlo quando postano contenuti legati a voi.

 

Come funziona il nuovo LinkedIn page admin

Da qualche giorno LinkedIn ha introdotto delle novità nella esperienza d’uso per gli utenti – non ancora diffuse per tutti i profili – che mirano a semplificare l’interazione con la piattaforma.

Tra i vari cambiamenti c’è da segnalare quello nella modalità di amministrazione delle pagine.

Cliccando in alto a destra sotto la miniatura della propria foto profilo, si può scegliere la voce “Manage company page” ed essere reindirizzati alla piattaforma di gestione:

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Vi apparirà come prima cosa la schermata degli aggiornamenti dove potrete inserire news, link e foto e monitorare gli insight della settimana sulla colonna di sinistra.

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Sopra potete poi selezionare “Overview” che vi darà accesso alla schermata da cui è possibile cambiare foto profilo e cover e aggiornare la sezione informazioni.

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Ancora, “Analytics” vi porta all’area in cui sono raccolti i dati sulla vostra pagina. Da qui potrete monitorare l’andamento dell’engagement e della reach, i followers con i relativi dati anagrafici e le performance dei contenuti.

Sempre da qui, potete accedere alla sezione Advertising.

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Infine c’è la sezione “Notifiche” che raccoglie tutte le attività degli utenti sulla vostra pagina e i relativi contenuti.

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Come vi sembra questa nuova interfaccia di LinkedIn?

COME AGGIUNGERE UN LIVE CONTRIBUTOR ALLA PAGINA FACEBOOK

I video live sono la tendenza del momento sui social.
Arricchire il piano editoriale della propria pagina Facebook con questo genere di contenuti è una strategia vincente per creare occasioni nuove e interessanti di contatto con gli utenti.

Può capitare, però, che per girare un video live serva il contributo di una persona che non è tra gli amministratori della pagina. Come fare allora?

Assolutamente sconsigliato aggiungere quella persona agli amministratori della pagina se non fa parte della vostra azienda o del team di lavoro: si potrebbero facilmente creare degli inconvenienti poco piacevoli per entrambe le parti.

La soluzione c’è e si chiama “live contributor”: un nuovo ruolo che Facebook ha inserito tra quelli assegnabili da una pagina.

Come si fa a nominare una persona “live contributor”?

Innanzitutto cliccare in alto a destra alla voce “Impostazioni” o “Settings”:

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A questo punto scegliere la voce “Ruoli della pagina” o “Page Roles” dal menù a sinistra:

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A questo punto assegnare un nuovo ruolo della pagina inserendo l’indirizzo email della persona in questione e selezionando “Live contributor” dal menù a tendina.

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Ora non vi resta che mandare online i primi live video.

Come fare un video live con Instagram Stories

I contenuti live sono uno dei trend del momento sui social media.
La strada è stata aperta da Periscope, l’app di Twitter dedicata proprio alle dirette video (ora incorporate all’interno del social stesso), per poi essere percorsa da Facebook e, ora, anche da Instagram.

Il fenomeno è decisamente interessante, basti pensare che uno dei video live più visti del 2016, pubblicato da Buzzfeed, ha raggiunto picchi di 800.000 spettatori nell’arco della durata di 45minuti.

Dopo Twitter e Facebook, dunque, è l’ora di Instagram che da qualche giorno ha dato la possibilità ai 150milioni di utenti delle sue Stories di vedere e pubblicare video live.

Ma vediamo come si fa un live direttamente con le Stories di Instagram.

Partendo dalla vostra home di Instagram cliccate su “La mia storia” in alto a sinistra:

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Da qui sarete riportati direttamente alla fotocamera. Scorrendo lo slider di voci in fondo allo schermo, cliccate su “in diretta” ed eccoci qui, il gioco è fatto.

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Buon divertimento!

Come creare una custom audience su Facebook

Facebook mette a disposizione strumenti di targetizzazione sempre più avanzati, che permettono di raggiungere un pubblico “a misura” di brand: interessato ai prodotti o servizi e potenzialmente portato all’acquisto.

Da Business Manager si possono creare, modificare e selezionare di volta in volta le cosiddette “Custom audiences”, cioè liste di utenti che ci interessano. Per esempio si possono inserire nella lista gli utenti che hanno già visitato il sito web del proprio brand.

 

Come creare una custom audience attraverso Business Manager:

Dopo aver impostato l’obiettivo di una campagna, si passa alla scelta dei posizionamenti, del budget e del target della campagna.

Passando alla voce Audience ci sono due scelte: “Create new” e “Use a saved audience, scegliete “Create new”.

 

custom audience Facebook

 

A questo punto comparirà un menù da cui potrete scegliere diverse modalità per creare una custom audience.

Scegliendo “Customer file” potrete caricare una lista di contatti già raccolti, ad esempio, con altre attività di lead generation, scegliendo “website traffic” o “app activity” potrete creare delle audience basate sul comportamento degli utenti sul vostro sito internet o sulla vostra app. Scegliendo “Engagement on Facebook” potrete creare liste di persone che hanno già interagito e mostrato interesse per la vostra pagina.

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Quest’ultima è una feature introdotta da poco da Facebook. Cliccando su “Engagement on Facebook”, si aprirà un altro menù da cui potrete scegliere qual è la tipologia di interazione che vi interessa:

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Per esempio potrete selezionare le persone che hanno interagito con la vostra pagina nell’ultimo mese:

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A questo punto la vostra “Custom audience” è stata creata e potrete utilizzarla per le vostre prossime campagne Facebook.

Qui trovate altre informazioni che potranno chiarire meglio l’argomento: http://bit.ly/2jJHVFO

Come trasformare un profilo Instagram personale in una pagina business

Da qualche tempo Instagram dà la possibilità a chi gestisce un brand di avere una pagina Business che si differenzia da un profilo personale soprattutto per alcune funzioni aggiuntive, come la possibilità di creare inserzioni e tenere sotto controllo gli insights.

Se già avete un profilo legato al vostro business, potete trasformarlo in una pagina attraverso pochi semplici passaggi.

Eccoli:
1. Cliccate in alto a destra sul simbolo delle “Impostazioni” e scegliete “Passa a un profilo aziendale”.
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2. Da qui si aprirà una schermata attraverso la quale potrete visualizzare le funzioni che Instagram offre alle pagine aziendali cliccando su “Visualizza funzioni”.

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3. A questo punto potete procedere a collegare la vostra pagina ad un account e, quindi, ad una pagina Facebook, anch’essa legata al vostro brand.

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4. Infine, potrete inserire il numero telefonico, il contatto email e l’indirizzo della vostra azienda, in modo che i vostri clienti possano trovarvi più facilmente anche offline ed entrare in contatto con voi direttamente.

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Il gioco è fatto, ora non vi resta che prendere confidenza con le funzioni aggiuntive, prima tra tutti gli insights, che vi permetteranno di conoscere meglio il vostro pubblico, capire quali sono i contenuti che hanno avuto performance migliori e, di conseguenza, modificare e ottimizzare la vostra strategia su Instagra,

Per saperne di più cliccate qui

Come invitare i likers dei post a diventare fan delle pagine

Raccogliamo con piacere la segnalazione della nostra formatrice Daniela Cerquetti e sperimentiamo una nuova feature di Facebook con cui vi invitiamo a fare conoscenza.
Da qualche giorno, infatti, se siete amministratori di una pagina potete cliccare sui likers dei vostri post, in corrispondenza dell’icona del famoso pollice, e vedrete comparire un box come quello sottostante tramite il quale potrete invitare quelle stesse persone a diventare fan della vostra pagina.

Ovviamente per aumentare i fan delle pagine è sempre consigliabile una buona content strategy e un’attività di dialogo costante con le persone, ma questo tool messo ora a disposizione da Facebook può rivelarsi un buon modo per rintracciare contatti che si siano dimostrati interessati ai vostri contenuti.

Ora…buon lavoro a tutti i social media manager, che durante le vacanze avranno un bel da fare a scorrere tra vecchi post per invitare nuovi fan!

La ricetta per uno storytelling efficace

Nel periodo in cui i brand si concentrano sulla produzione di spot e comunicazioni sul Natale, strizzando l’occhio ai consumatori affannati tra pacchi e pacchetti, è spontaneo riflettere sul vero significato dello storyelling: cos’è, come si usa e soprattutto perché.

Fare storytelling significa raccontare storie, facendo emozionare i propri clienti, coinvolgendoli, parlando di qualcosa che sia vicino a loro, che vivano o abbiano vissuto e, allo stesso tempo, trasmettere i valori e l’identità del proprio brand.

PERCHÉ FARE STORYTELLING?

Una ricerca di SproutSocial ha dimostrato che il 57.5% degli utenti smette di seguire un brand sui social perché posta troppe promozioni: parlare unicamente di sé, sei propri prodotti e delle proprie offerte, dunque, è controproducente per le aziende che vogliano raggiungere i propri utenti ed essere apprezzati da loro.

Qual è l’alternativa? Produrre contenuti di qualità.

Uno dei modi per farlo è raccontare storie, far sognare i propri clienti, ma anche coinvolgerli e, soprattutto, emozionarli.

Lo storytelling permette di creare relazioni profonde con i propri clienti perché permette di creare un ponte tra il brand e il vissuto delle persone.

COME SI FA STORYTELLING

Qualche semplice regola da seguire:

Innanzitutto evitare l’autoreferenzialità: non state parlando solo del vostro brand, ma prima di tutto delle persone che lo amano, o lo ameranno.

Creare storie “riconoscibili”: mettetevi nei panni degli utenti, costruite storie che raccontino emozioni e vicende in cui le persone possano immedesimarsi.

Solo così riuscirete a toccare il cuore degli utenti e a gettare le basi per creare il famoso ponte tra loro e il vostro brand.

Mettere al centro l’identità e i valori del brand: nel raccontare una storia è fondamentale darle una personalità immediatamente riconoscibile, in modo che non si confonda tra le diverse voce e racconti della rete.

Conquistate la fiducia di chi vi ascolta: siate credibili e veri, non cercate le emozioni forti a tutti i costi, spesso, le cose che più ci colpiscono sono quelle più semplici.

Legate il racconto ad un’emozione che volete suscitare nei vostri interlocutori.

COME METTERE INSIEME TUTTI QUESTI ELEMENTI

Come spiega Christopher Booker nel suo libro intitolato “The Seven Baisc Plots: Why We Tell Stories” spiega come le storie tendano ad essere costruite sempre su 7 archetipi:

– Vincere un “mostro”: sconfiggere il cattivo è da sempre uno dei motori più potenti per lo sviluppo di una storia di successo.

– Arrivare al successo: partire da una condizione di svantaggio per raggiungere ciò che si vuole. Chi non si riconoscerebbe in una storia così?

– La ricerca: cercare qualcosa di importante, superando degli ostacoli per riuscire a raggiungerlo.

– Viaggio e ritorno: partire, fare un’esperienza e tornare, potete regalare ai vostri clienti questa incredibile esperienza, anche se solo attraverso un racconto.

– Rinascita: una svolta nella propria vita è spesso quello che le persone stanno cercando, una storia che ispiri questo genere di cambiamento incontrerà sicuramente il favore del pubblico.

– Tragedia: agire sulle emozioni negative può scuotere gli utenti

– Commedia: far ridere è sempre la cosa più difficile, ma spesso paga.

Per trovare la ricetta per lo storytelling di successo per il vostro brand seguite queste semplici regole e non stancatevi di sperimentare per capire su quali leve far forza per coinvolgere i vostri clienti.

Come gestire le crisi e non cedere agli hater

Frequentando quotidianamente i social network, sappiamo quanto siano diffuse le discussioni e i botta e risposta che spesso degenerano in offese e scontri.

Accade tra semplici utenti, ma spesso anche tra utenti e brand. Per questo è sempre più importante, per chi gestisce pagine aziendali, sapere come muoversi in certe circostanze, per difendersi dagli haters e uscire a testa alta dalle polemiche.

INNANZITUTTO VALUTARE IL PROBLEMA

Se qualcuno scrive un commento critico verso il vostro brand, ci sono due domande da farsi immediatamente: chi? Perché sta scrivendo questo?

È importante, infatti, identificare subito se a scrivere è un utente che ha un problema reale con un prodotto o con l’azienda, oppure un hater, che sta solo criticando il brand, ma non ha motivi fondati per farlo.

Le risposte, ovviamente, saranno molto diverse nei due casi. Per reagire al meglio, in entrambe le situazioni, è bene che abbiate preparato in precedenza un piano di azione che vi consenta di agire tempestivamente, ma senza farvi prendere dal panico e senza dover prendere decisioni sul momento, rischiando di fare errori dettati dalla fretta.

ASCOLTARE I CLIENTI

Se la lamentela è fondata, ad esempio un cliente ha avuto dei problemi con un vostro prodotto, la prima cosa da fare è spostare la conversazione in un luogo privato per poter capire meglio di cosa si tratta, raccogliere tutti i dati e le informazioni necessari e poi decidere cosa fare.

Mostratevi disponibili, gentili e volenterosi di risolvere il problema: un cliente che si sente ascoltato e supportato diventa un vero e proprio fan del brand.

Ma cosa succede se a lamentarsi è un gruppo di persone?

Niente panico!

Innanzitutto non abbandonate mai la gentilezza, guadagnate tempo e appena possibile spostate la conversazione fuori dai social, continuate a fare domande per dimostrare che state cercando di risolvere il problema e per tenere la conversazione su un piano razionale.

È importante non prendere posizioni rigide e non dire nulla di cui non si è sicuri al 100%.

IGNORARE GLI HATERS

Se capite che le persone che vi stanno scrivendo, che siano una o più di una, non sono clienti insoddisfatti, ma solo individui che ce l’hanno col vostro brand o semplicemente stanno cercando lo scontro, non scendete nell’arena!

Mettersi a discutere con i troll o gli haters, infatti, difficilmente potrà portare qualche beneficio per il vostro brand. Sarà più facile, invece, che vi facciate trascinare in una spirale in cui alla fine sarà difficile distinguere chi ha ragione da chi ha torto.